Sri Lanka: presidente scioglie Parlamento, denunce internazionali

Pubblicato il 10 novembre 2018 alle 16:34 in Asia Sri Lanka

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Il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, ha deciso di sciogliere il Parlamento, acuendo la già grave crisi politica nazionale, e attirando le critiche e le denunce della comunità internazionale per un simile gesto anti-democratico.

Nella notte di venerdì 9 novembre, il presidente del Paese asiatico ha sciolto il Parlamento, a soli 5 giorni dalla data in cui l’organo governativo avrebbe dovuto riunirsi di nuovo per deliberare e decretare se Sirisena rischiasse effettivamente di perdere la fiducia. Il capo di Stato ha altresì indetto nuove elezioni politiche per il prossimo 5 gennaio 2019. Gli oppositori politici di Sirisena hanno già manifestato l’intenzione di contestare la decisione presidenziale, che hanno definito “illegale” e “anticostituzionale”, e lo faranno nella giornata di lunedì 12 novembre innanzi alla Corte Suprema del Paese.

Lo scioglimento del Parlamento ha attirato sul capo di Stato numerose critiche e condanne da parte della comunità internazionale. L’Ufficio americano per gli Affari dell’Asia Meridionale e Centrale ha pubblicato un tweet in cui si dice “profondamente preoccupato” dalle news inerenti a ciò che sta succedendo nello Sri Lanka, e manifesta il timore che lo scioglimento dell’organo governativo possa acuire la crisi politica già in atto. Infine, ricorda che il rispetto della democrazia è necessario per assicurare stabilità e prosperità.

Allo stesso modo, Mark Field, ministro britannico per l’Asia e il Pacifico, ha espresso preoccupazioni e perplessità, scrivendo in un tweet che il Regno Unito, in quanto amico dello Sri Lanka, si appella a tutte le parti affinché si attengano alla costituzione e rispettino tanto le istituzioni quanto i processi democratici.

Anche in Canada, l’organo mediatico degli Affari Esteri si è detto “profondamente preoccupato”, e ha sottolineato che questa incertezza politica è corrosiva sia per il futuro democratico dello Sri Lanka sia per i suoi impegni in materia di riconciliazione e responsabilità.

Il Ministro degli Esteri australiano, Marise Payne, ha espresso disappunto e preoccupazione tramite un comunicato in cui afferma che la mossa di Sirisena  “mina la lunga tradizione democratica dello Sri Lanka e pone una minaccia per la stabilità e la prosperità” del Paese.

Alcuni esperti legali indipendenti hanno spiegato all’agenzia di stampa Reuters che il Parlamento della nazione asiatica, in realtà, può essere sciolto solo all’inizio del 2020, ossia a una distanza di 4 anni e mezzo  dalla prima seduta dell’organo governativo attualmente operativo. L’unico modo per non aspettare tale lasso di tempo sarebbe tramite il ricorso a un referendum, oppure con il consenso di due terzi dei deputati stessi. Alla luce di tali spiegazioni, non appare dunque ancora chiaro come Sirisena intenda agire per sciogliere il Parlamento.

Il presidente Sirisena e il premier Wickremesinghe avevano dapprima unito le forze per le elezioni presidenziali del 2015, con l’obiettivo di battere l’ex presidente Mahinda Rajapakse, che aveva posto fine alla decennale guerra civile dello Sri Lanka contro i separatisti Tamil. Tuttavia, la relazione fra il presidente e il premier si era logorata a causa di disaccordi su questioni di politica economica e amministrazione del governo, e la tensione tra i due aveva raggiunto il culmine quando Sirisena aveva deciso di licenziare Wickremesinghe, nel tentativo di sostenere Rajapaksa, accusato di violazioni dei diritti umani e corruzione da parte dell’esercito nell’ambito della guerra civile contro i separatisti Tamil nel 2009. Venerdì 26 ottobre, Sirisena aveva deciso di sostituire Wickremesinghe con Mahinda Rajapakse, portando la nazione a una crisi politica. Per questo motivo, gli Stati Uniti avevano altresì deciso di sospendere circa 500 milioni di dollari in programmi di aiuti per la costruzione di autostrade e per il miglioramento dell’amministrazione territoriale facenti parte del programma Millennium Challenge Corporation (MCC), finanziato dal governo. Anche il Giappone ha poi messo in pausa i suoi piani di estendere un prestito agevolato di 1,4 miliardi di dollari per un progetto ferroviario.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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