Qatar: consegnati 15 milioni di dollari alla Palestina per pagare impiegati statali

Pubblicato il 10 novembre 2018 alle 10:02 in Israele Palestina Qatar

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Il Qatar ha fornito 15 milioni di dollari per pagare gli stipendi degli impiegati statali palestinesi nella Striscia di Gaza, offrendo a Hamas una potenziale tregua domestica, nonostante Israele abbia dichiarato che tale denaro non finirà nelle mani del gruppo terroristico.

Alcuni osservatori qatarini erano presenti a tutti i 12 uffici postali di Gaza che hanno consegnato i pagamenti. Per ricevere il denaro, gli impiegati statali hanno dovuto necessariamente presentare il documento d’identità e farsi prendere le impronte digitali. L’agenzia di stampa ufficiale del Qatar ha dichiarato che il denaro donato gioverà a circa 27.000 impiegati statali su 40.000 assunti da Hamas dal 2007, mentre i restanti verranno pagati attraverso l’agenzia delle entrate locale. Il Qatar ha altresì dichiarato che consegnerà 100 dollari per ognuna delle 50.000 famiglie povere dell’area, oltre a generose somme a tutti i palestinesi feriti negli scontri lungo il confine tra Gaza e Israele.

Fonti palestinesi hanno dichiarato che i pagamenti qatarini ammonteranno a un totale di 90 milioni di dollari, che arriveranno nella Striscia di Gaza nei prossimi 6 mesi, con l’approvazione di Israele. Inizialmente, lo Stato Ebraico aveva stretto un accordo con il Qatar relativo solamente alla donazione di materiali per la costruzione di progetti civili o alla consegna di carburante. Il governo israeliano, infatti, era preoccupato che ulteriori donazioni in denaro sarebbero potute giungere nelle mani di Hamas.

Il trasferimento di denaro, invece, è parte di un accordo secondo il quale il gruppo terroristico porrà fine ai mesi di proteste violente, nate nel contesto della Marcia del Ritorno, mentre, in cambio, Israele ed Egitto alleggeriranno il blocco su Gaza. Sulla Striscia è in vigore da circa 11 anni un embargo che ha portato i due terzi della popolazione a vivere in base agli aiuti che riescono a entrare nell’area. Le Nazioni Unite hanno avvertito che il blocco israeliano è responsabile per aver provocato una situazione umanitaria “catastrofica”. Israele, da parte sua, giustifica il blocco imposto su Gaza, sostenendo che esso è necessario per isolare Hamas, contro il quale ha combattuto tre guerre dal 2008.

Il gruppo terroristico Hamas aveva preso il controllo di Gaza nel 2007, durante la guerra civile, facendo scoppiare una crisi politica in Palestina. Più di una volta si è tentato di riconciliare le due parti, riportando l’Autorità Palestinese nell’area, ma tutti i tentativi sono falliti. Da una parte, il leader della Palestina, Mahmoud Abbas, rifiuta di stipulare accordi con Hamas, in quanto ritiene che qualsiasi collaborazione equivarrebbe a riconoscere il controllo del gruppo su Gaza, sminuendo il ruolo dell’Autorità Palestinese. Dall’altra parte, Hamas ha respinto tutte le richieste di disarmo.

Il Qatar, il quale ha riversato miliardi a Gaza, è anche il Paese originario di alcuni ex membri di spicco di Hamas, incluso l’ex leader, Khaled Meshaal. Tali collegamenti sono stati sottoposti a un attento controllo quando, nel giugno 2017, è scoppiata una crisi diplomatica che ha messo il Qatar contro un blocco di Paesi a guida saudita che accusa l’Emirato di sostenere gli “estremisti” e di essere troppo vicino all’Iran. Il Qatar ha ripetutamente negato tali insinuazioni.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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