Omicidio Khashoggi: Turchia interrompe ricerche del cadavere

Pubblicato il 10 novembre 2018 alle 11:53 in Arabia Saudita Turchia

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La polizia turca ha interrotto le ricerche del corpo del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ma le indagini sull’omicidio dell’uomo continueranno.

Venerdì 9 novembre, Al Jazeera in lingua inglese ha comunicato che presso la residenza del console generale saudita a Istanbul sono state ritrovate tracce di acido. Si ritiene che il giornalista sia stato ucciso e il suo corpo sia stato sciolto con l’uso di agenti chimici. Un corrispondente di Al Jazeera ha comunicato che l’Arabia Saudita ha respinto le richieste della Turchia di perquisire nuovamente la casa del console dopo il ritrovamento di tracce di acido nel giardino della residenza.

Nonostante abbiano pubblicamente comunicato di voler cooperare con la loro controparte turca, i funzionari sauditi finora non si sono rifiutati di farlo e, probabilmente, secondo il quotidiano, hanno cercato di manomettere le indagini. Funzionari turchi e sauditi hanno aperto indagini congiunte, perquisendo il consolato e la residenza del console, ma secondo il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, alcune personalità saudite stanno ancora tentando di coprire il crimine. Il leader della Turchia, oltre ad aver ripetutamente chiesto all’Arabia Saudita di fornire una serie di informazioni relative al caso, ha altresì domandato ai funzionari sauditi chi è stato a inviare il gruppo di persone che hanno ucciso Khashoggi al consolato di Istanbul.

Secondo la ricostruzione effettuata da Ankara, Jamal Khashoggi, editorialista saudita del Washington Post, si era recato al consolato saudita ad Istanbul per la prima volta il 28 settembre per ottenere i documenti necessari a sposare la compagna turca. Tra l’1 e il 2 ottobre, erano poi giunti a Istanbul separatamente una squadra di 18 ufficiali sauditi, alcuni dei quali si erano recati presso il consolato, dove anche Khashoggi era tornato il 2.

Quando la fidanzata del giornalista aveva denunciato la sua scomparsa alle autorità turche, dai controlli effettuati alle telecamere intorno all’edificio del consolato era stato confermato che il giornalista non aveva mai lasciato l’edificio. L’Arabia Saudita, il 4 ottobre, aveva respinto le accuse di omicidio e il consolato saudita ha invitato i giornalisti di Reuters al proprio interno, per dimostrare la propria innocenza. Solo 17 giorno dopo la morte di Khashoggi, Riad ha ammesso che era stato ucciso all’interno del consolato e che i 18 membri della squadra saudita, arrivati in Turchia a inizio ottobre e segnalati da Ankara, erano stati arrestati in Arabia Saudita.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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