Corea del Nord posticipa colloqui con USA

Pubblicato il 10 novembre 2018 alle 6:01 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord ha posticipato i colloqui con gli Stati Uniti perché “non è pronta”.

È quanto ha dichiarato l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, la quale ha esortato Pyongyang a implementare l’accordo firmato il 12 giugno a Singapore, in occasione dello storico meeting tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente americano, Donald Trump, con cui il Paese asiatico si è impegnato a denuclearizzare la penisola coreana. Come ha dichiarato Haley ai giornalisti, “è ora che sia la Corea del Nord ad agire”.

L’ambasciatrice ha tuttavia definito le relazioni tra i due Paesi “cordiali”, e ha dichiarato di non ritenere che ci siano problemi per l’organizzazione dei prossimi colloqui. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha tenuto un incontro sulla Corea del Nord l’8 novembre, su richiesta della Russia, che vorrebbe alleviare le sanzioni delle Nazioni Unite nei confronti di Pyongyang, al fine di permettere l’invio di aiuti umanitari “al Paese tanto impoverito”. Haley ha criticato tale mossa, accusando Mosca di aver utilizzato la scusa degli aiuti umanitari per limitare le restrizioni al settore bancario della Corea del Nord. “La Russia sta cercando di far eliminare le restrizioni al settore bancario. Ora che sappiamo cosa c’è sulla loro agenda, sappiamo anche cosa cercheranno di fare, ma non lasceremo che ciò accada”, ha precisato l’ambasciatrice americana, la quale ritiene che Mosca abbia “tradito” le sanzioni imposte dall’Onu, non rispettandole.

Per tutta risposta, la missione russa alle Nazioni Unite ha emesso un comunicato in cui ha affermato che la Corea del Nord sta affrontando seri problemi umanitari a causa delle sanzioni dell’Onu, motivo per cui ha chiesto al Consiglio di sicurezza di risolvere il problema. “Consideriamo questa situazione assolutamente inaccettabile”, continua la dichiarazione. La posizione della Russia è condivisa da Pyongyang tanto che, alla fine di settembre, il ministro degli Esteri nordcoreano aveva riferito alle Nazioni Unite che il prolungarsi delle sanzioni stava accentuando la sfiducia della Corea del Nord verso gli Stati Uniti, e che in simili circostanze sarebbe stato impossibile che il Paese abbandonasse unilateralmente il suo arsenale nucleare.

Mentre la Cina e la Russia sostengono che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu dovrebbe già ricompensare Pyongyang per i progressi effettuati fino ad ora, gli Stati Uniti restano cauti e, come ha ribadito il segretario di Stato, Mike Pompeo, elimineranno le sanzioni solo una volta che la denuclearizzazione sarà stata conclusa e verificata. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha introdotto sanzioni contro Pyongyang all’unanimità dal 2006, nel tentativo di bloccare il programma missilistico e nucleare del Paese.

Il 2 novembre, la Corea del Nord ha avvertito gli Stati Uniti che considererà seriamente di tornare a sviluppare le armi nucleari se Washington non metterà fine alle severe sanzioni economiche contro il regime.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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