Incontro Stati Uniti-Cina: discusse dispute tra le due parti

Pubblicato il 10 novembre 2018 alle 10:47 in Cina USA e Canada

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Alcuni funzionari di alto livello degli Stati Uniti hanno incontrato la loro controparte cinese per parlare di una serie di dispute tra i due Paesi, quali la libertà di navigazione nelle acque asiatico-pacifiche, la questione di Taiwan, la guerra commerciale e il giro di vite cinese sulla minoranza musulmana degli uiguri.

Venerdì 9 novembre, il segretario di Stato, Mike Pompeo, e il segretario della Difesa, Jim Mattis, hanno incontrato un membro del Politburo, Yang Jiechi, e il ministro della Difesa, Wei Fenghe, in occasione dell’annuale incontro dell’U.S.-China Diplomatic and Security Dialogue. Tale summit era previsto a ottobre a Pechino, ma era stato rimandato a causa delle crescenti tensioni fra le due parti.

Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Cina di fermare la militarizzazione del Mar Cinese Meridionale. Pompeo ha criticato Pechino per le sue continue attività di costruzione di installazioni militari sulle isole artificiali e sulle scogliere dell’area, sulla quale la Cina rivendica la propria sovranità, insieme ad altri Paesi che vi si affacciano. Da parte sua, Yang ha dichiarato che nonostante Pechino si impegni a una politica di “non-confronto”, tuttavia ha il diritto di costruire strutture di difesa necessarie su quelli che considera propri territori. Inoltre, la Cina ha fatto pressioni sugli Stati Uniti perché non inviino navi da guerra e velivoli militari vicino tali isole. Mattis ha risposto che tali richieste vengono ignorate da Washington, che insiste di star agendo secondo la legge internazionale per salvaguardare l’accesso all’area per se stessa e per altri nel Mar Cinese Meridionale. Tuttavia, Mattis e Wei si sono trovati d’accordo sulla necessità di diminuire le tensioni militari fra i loro due Paesi, così da evitare scontri non intenzionali.

Per quanto riguarda la questione di Taiwan, Wei ha dichiarato che Pechino difenderà le sue rivendicazioni sull’isola “ad ogni costo.” La Cina, infatti, considera la provincia parte integrante del suo territorio e costringe ogni Paese che voglia avere rapporti diplomatici e commerciali con Pechino a interrompere le relazioni con Taiwan. Gli Stati Uniti, tuttavia, pur riconoscendo l’autorità della Cina, vendono armi all’isola e vi hanno istituito una ambasciata de facto, provocando le ire cinesi.

I due funzionari cinesi in visita negli Stati Uniti hanno colto l’occasione per avvertire pubblicamente che una guerra commerciale tra le due più importanti economie mondiali potrebbe danneggiare entrambe le parti. Inoltre, la Cina ha sottolineato l’importanza di mantenere aperti i canali di comunicazione per risolvere questo problema, che ha causato danni altresì ai mercati finanziali globali. Pompeo ha parlato poco dela questione, mentre Yang ha dichiarato di sperare che le due parti trovino una situazione accettabile al più presto. La Cina e gli Stati Uniti hanno imposto una serie di dazi da miliardi di dollari l’una sulla merce dell’altra. Inoltre, Trump ha minacciato che, se la disputa non verrà risolta, imporrà ulteriori tariffe sul resto dei 500 miliardi di dollari di esportazioni della Cina.

Infine, Pompeo ha criticato nuovamente la repressione dei gruppi religiosi da parte della Cina, menzionando il trattamento dei buddisti in Tibet e della minoranza etnica musulmana degli uiguri nella regione dello Xinjiang. Yang ha difeso le politiche cinesi nella regione a maggioranza musulmana, definendola una misura contro i separatisti etnici e contro violenti crimini di terrorismo. Inoltre, l’uomo ha dichiarato che tale problema è un affare interno della Cina e che i governi esteri non devono interferire.

Le trattative tenutesi a Washington erano volte sia a controllare i danni nella relazione fra i due Paesi, che negli ultimi mesi si è deteriorata, sia a fare da apripista per l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader cinese, Xi Jinping, in occasione del summit del G20 che si terrà in Argentina alla fine di novembre.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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