Tria: da Bruxelles défaillance tecnica. “Andiamo avanti”

Pubblicato il 9 novembre 2018 alle 15:33 in Europa Italia

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Dopo la diffusione da parte della Commissione Europea delle previsioni economiche sull’andamento del deficit italiano, il ministro dell’Economia Giovanni Tria risponde: “Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici”.

All’indomani della previsione della Commissione UE che ha abbassato la stima sulla crescita del Paese, nel corso dell’audizione di fronte alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato sulla manovra, Tria si è detto “dispiaciuto” della “défaillance tecnica della Commissione”. Il ministro dell’Economia ha spiegato che le previsioni europee sono in contrasto con quelle del Governo a causa di “un’analisi parziale e non attenta del Documento Programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell’andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall’Italia”.

Le previsioni della Commissione Europea avevano tagliato le stime del PIL italiano per il 2018, portandolo da 1,3% a 1,1%, e ritoccato quello per il 2019, da 1,1% a 1,2%, confermando l’Italia a fanalino di coda europeo per la crescita fino al 2020. Secondo Tria, sarebbero però le stesse stime provenienti dall’Europa, nell’aumentare il tasso di crescita previsto per il 2019, a riconoscere l’effetto espansivo della manovra.

Nel difendere la linea giallo-verde, in particolare sul deficit al 2,4% nel 2019, Tria ha ribadito che il Governo è impegnato a non superare tale limite. E sull’ipotesi di un’eventuale manovra correttiva ha replicato: “Non ha senso discutere di una prospettiva che non c’è ancora”. Secondo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, le previsioni UE sottovalutano l’impatto positivo della manovra e delle riforme strutturali. Non ci sarebbero quindi i presupposti per “mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni.” Il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, in audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, ha messo in guardia i presenti sullo spread. Quest’ultimo “sarebbe già costato agli italiani quasi 1,5 miliardi di interessi in più negli ultimi sei mesi” rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato con le stime di aprile. Se i tassi dovessero rimanere coerenti con le previsioni attuali, lo spread arriverebbe poi a costare altri 5 miliardi nel 2019 e 9 nel 2020

Nel frattempo, arriva dal Quirinale il monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Parlando ai nuovi Cavalieri del lavoro, pur senza citare la manovra economica, Mattarella ha richiamato il Paese all’importanza della fiducia nell’Italia e alla rilevanza della sua unità per uno sviluppo sostenibile. L’Italia potrà essere più forte quando riuscirà a mettere il bene comune al centro della sua azione e a ridurre i divari esistenti “tra nord e sud, tra città e aree interne, tra territori dotati di infrastrutture moderne ed efficienti e zone strutturalmente più svantaggiate”.

Alla cerimonia di consegna delle onorificenze erano presenti il Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e rappresentanti del Parlamento, del Governo e del mondo dell’imprenditoria. Il Capo dello Stato ha ricordato come il lavoro, e la nostra Costituzione lo ricorda, sia l’elemento basilare dell’unità nazionale. Per questo è proprio al lavoro, “bussola di ogni nostro sforzo”, che “le politiche pubbliche devono tendere costantemente, cercando di rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento”.

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di Redazione

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