Offerta di dialogo del Marocco all’Algeria: Guterres favorevole, attesa risposta di Algeri

Pubblicato il 9 novembre 2018 alle 14:27 in Algeria Marocco

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Il segretario generale dell’Onu, Antionio Guterres, vorrebbe che il Marocco e l’Algeria riprendessero i colloqui per normalizzare i rapporti. È quando ha affermato il portavoce del segretariato generale, Stephane Dujarric, il quale ha spiegato che Guterres ha sempre sostenuto il riavvicinamento tra i due Paesi, i quali condividono la porzione di confine più lunga al mondo.

La dichiarazione di Dujarric è stata rilasciata dopo che, il 6 novembre, in occasione del 43esimo anniversario della Marcia Verde, il re del Marocco Mohammed VI, ha reso noto di essere pronto a riaprire i confini con l’Algeria e di voler riprendere i colloqui senza la mediazione di parti terze, nel bene dei cittadini marocchini e algerini. “Rabat è pronta ad avviare un dialogo diretto e franco con Algeri per superare le differenze che hanno ostacolato lo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi”, ha affermato il sovrano, aggiungendo che il Marocco è aperto ad iniziative da parte dell’Algeria. Il sovrano marocchino ha altresì proposto la creazione di un meccanismo politico per analizzare tutte le questioni in sospeso tra i due Paesi, al fine di risolvere in modo giusto e onesto.

Al momento, l’Algeria non ha ancora dato una risposta ufficiale all’invito di Mohammed VI, anche se un diplomatico algerino in condizioni di anonimato ha riferito che Algeri accetterà la proposta, ma non senza condizioni. In particolare, l’accordo richiederà una fase in cui i due Paesi dovranno accrescere la fiducia reciproca per creare le basi su cui collaborare. Il diplomatico ha specificato che l’Algeria avrebbe 4 richieste che il Marocco dovrebbe soddisfare al fine di normalizzare i rapporti.

La prima richiesta chiederebbe la fine delle campagne di propaganda diplomatica e sui media da parte di entrambi gli Stati. La seconda domanderebbe il contrasto definitivo al contrabbando di droga che dal Marocco fluisce in Algeria. Occorre sapere che, tra il 2017 e il 2018, Algeri ha accusato Rabat di permettere il flusso dei traffici di droga, mentre il Marocco, a sua volta, sostiene che l’Algeria sia responsabile della questione. La terza domanda sarebbe la normalizzazione dei rapporti attraverso il dialogo. La quarta condizione, invece, sarebbe la neutralizzazione della questione del Sahara Occidentale sotto la guida dell’Onu. Il diplomatico ha sottolineato che l’Algeria rimane ferma sulla posizione contraria ai colloqui bilaterali sul Sahara Occidentale, in quanto è convinta che sia una controversia che deve essere risolta alle Nazioni Unite. Secondo quanto spiegato dalla fonte, l’Algeria si considera solamente “un Paese osservatore che confina con le zone di conflitto”.

L’ultima richiesta potrebbe essere quella più eccepibile per il Marocco, il quale rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale. L’Algeria, al contrario, ospita il governo in esilio del Fronte Polisario, anche se ha sempre dichiarato di non voler prendere parte alla disputa. Il conflitto con il Sahara Occidentale risale al 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa, al proprio territorio nazionale. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Ancora oggi, il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte, infatti, controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf. In questa città, il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, lì soffrono per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

Le relazioni tra il Marocco e l’Algeria sono state caratterizzate da tensioni fin dall’indipendenza dei due Paesi dai poteri coloniali. Nell’ottobre 1963, hanno combattuto la guerra delle sabbie, scaturita da un contenzioso territoriale per le zone di frontiera di Bechar e Tindouf, che ha peggiorato ulteriormente i rapporti. Il conflitto si è concluso nel febbraio 1964, grazie alla mediazione di parti terze quali Stati Uniti, Lega Araba e Unione dell’Unità Africana, che sono riuscite a far concordare un cessate il fuoco tra i due Paesi. Successivamente, nel 1972, Marocco e Algeria hanno delineato i confini per cercare di sedare le tensioni che, tuttavia, sono continuate nel corso degli anni, fino alla chiusura ufficiale delle frontiere, avvenuta nel 1994.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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