Afghanistan: paura per diffusione di violenza settaria

Pubblicato il 9 novembre 2018 alle 6:01 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno fatto irruzione nel distretto strategico di Jaghori, nella provincia centrale di Ghazni, avviando scontri con la minoranza sciita hazara locale. Tale evento ha fatto scattare l’allerta, poiché si teme che possa scoppiare una nuova ondata di violenze settarie in Afghanistan.

Nella regione di Ghazni, la minoranza sciita permette maggiore liberà alle donne, le quali sono più libere, mentre le famiglie vengono incoraggiate a prendere parte attiva al governo. I talebani, invece, sono un gruppo di militanti di etnia pashtun e sunnita. Secondo un giurista di Ghazni, Abdul Qayum Sajjadi, il presidente Ashraf Ghani è stato troppo negligente al riguardo. “Ho continuamente avvertito il governo di Kabul di inviare rinforzi a Jaghori, ma il Dipartimento di Sicurezza è stato troppo lento, quindi i residenti sono costretti a prendere parte agli scontri con i talebani”, ha spiegato Sajjadi.

Nel frattempo, secondo le stime di un ufficiale del Ministero dell’Interno, negli scontri a Jaghori, iniziati mercoledì 7 ottobre, sono morti 7 poliziotti, mentre decine di civili sono rimasti feriti. Il portavoce del presidente, Shah Hussain Murtazavi, ha riferito che sono stati schierati diversi elicotteri nella provincia, per contrastare i talebani. “Jaghori sarà la tomba dei talebani”, ha scritto su Facebook il portavoce.

Il governo di Kabul sostiene che il distretto della provincia di Ghazni faccia parte di una rete dei militanti afghani per far evacuare i loro militanti feriti dalle regioni centrali del paese, e per estorcere tasse alle varie attività della regione. Gli ultimi scontri, inoltre, hanno posto fine ad un accordo concluso tra gli abitanti fi Jaghori e i talebani, circa 10 anni fa, in base al quale i militanti permettevano alle ragazze di frequentare la scuola e l’università, e di guidare automobili all’interno del distretto. In cambio, gli abitanti non dovevano opporsi ai talebani per limitare il loro controllo della zona.

Da parte loro, i talebani hanno reso noto che l’assalto continuerà e che altre parti del paese torneranno sotto il loro dominio. Inoltre, hanno specificato che gli attacchi non sono diretti contro le minoranze etniche o gruppi religiosi, i quali, al contrario devono temere le cospirazioni degli americani e degli ufficiali afghani.

Al momento, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa afghana Khaama Press, le forze di sicurezza afghane sono riuscite a sedare l’attacco talebano e hanno restaurato l’ordine a Jaghori. I talebani non hanno ancora rilasciato alcun commento al riguardo.

Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Diciassette anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afgani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. Il loro obiettivo è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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