Yemen: la lotta per Hodeidah e il nuovo ministro della Difesa

Pubblicato il 8 novembre 2018 alle 9:53 in Medio Oriente Yemen

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Il presidente yemenita, Abdrabu Mansur Hadi, ha nominato Mohammed Al Maqdishi come nuovo ministro della Difesa, giovedì 8 novembre. La carica in questione era rimasta vacante per oltre 3 anni, in seguito alla detenzione dell’ex ministro, il generale Mahmoud Al Subaihi, avvenuta nel marzo 2015.

Mohammed Al Maqdishi è noto per essere una figura militare di spicco nello Yemen, oltre che uno stretto collaboratore del vice presidente yemenita, Ali Mohsen Al Ahmar. Al Maqdishi è stato incaricato di guidare le forze armate dello Yemen nel mezzo della rivolta Houthi del settembre 2014. In seguito, nel 2015, il presidente Hadi ha emesso un decreto, nominandolo capo del personale del ministero della Difesa, in sostituzione del generale Hussein Khairan. Successivamente è stato promosso come consigliere del comandante supremo delle forze armate. Nel suo più recente incarico, Al Maqdishi è stato incaricato di ricoprire temporaneamente la carica di ministro della Difesa mentre gli Houthi continuano a respingere la liberazione di Al Subaihi.

Il presidente Hadi ha inoltre nominato Abduallah Al Nakhi come nuovo capo dello stato maggiore e Ahmed Salem Rabee come nuovo governatore di Aden.

Nel frattempo, il capo dei ribelli Houthi in Yemen, mercoledì 7 novembre, ha promesso che non si arrenderà mai alle forze filogovernative sostenute dai sauditi. Dopo 6 giorni di intense battaglie, le forze del presidente Hadi si sono avvicinate al cuore di Hodeidah, la città del Mar Rosso controllata dai ribelli Houthi, soggetta al blocco dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati. La coalizione, un’alleanza guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, ha altresì inviato caccia da combattimento ed elicotteri d’attacco Apache per coprire le truppe yemenite che combattevano i ribelli sul terreno. In seguito a tali eventi, in un lungo discorso televisivo trasmesso da una località sconosciuta, il capo dei ribelli del Paese sembrava ammettere che l’alleanza avesse fatto progressi nella sua riconquista di Hodeidah.

In questo contesto, diversi gruppi di aiuto internazionale hanno fatto appello sia ai ribelli, sia all’alleanza per consentire ai civili di evacuare la città densamente popolata, la quale, al momento, conta circa 600.000 persone. Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha chiesto alle parti belligeranti di “risparmiare civili e infrastrutture civili”, incluse ambulanze, ospedali, elettricità e impianti idrici.

Come se non bastasse, milioni di persone in tutto lo Yemen dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere ai pericoli della guerra, alle malattie e alla carestia, e quasi l’80% di tali aiuti proviene dal porto Hodeidah. Attualmente, vivere o transitare per la città di Hodeidah è estremamente pericoloso. La mancanza di accesso a cibo, acqua e medicine ha minacciato migliaia di vite, costringendo diverse famiglie a fuggire dalle loro case. Hodeidah sta attraversando un periodo di orrore e fame. Lise Grande, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, ha dichiarato che “centinaia di migliaia di vite sono in bilico”, indicando che “le famiglie sono assolutamente terrorizzate dai bombardamenti e dagli attacchi aerei”. Grande ha aggiunto: “Siamo particolarmente preoccupati per i traffici nel Mar Rosso, al momento ci sono 45.000 tonnellate di cibo all’interno della città, sufficienti per nutrire 3,5 milioni di persone per un mese. Se gli scambi sono danneggiati o interrotti, il costo umano sarà incalcolabile”.

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Alice Bellante

di Redazione

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