Viminale: nuovo pacchetto di indicazioni su servizi di accoglienza per richiedenti asilo

Pubblicato il 8 novembre 2018 alle 11:32 in Immigrazione Italia

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Il ministro dell’interno, Matteo Salvini, ha presentato un pacchetto di indicazioni al Viminale, la mattina di mercoledì 7 novembre, in merito ai servizi di accoglienza per i richiedenti asilo. Il ministro è stato affiancato dal capo di gabinetto, Matteo Piantedosi, e d capo del Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, Gerarda Pantalone, alla presenza del sottosegretario dell’Interno, Nicola Molteni, con delega in materia di sicurezza e immigrazione, come si evince dal comunicato del Viminale.

Tra le indicazioni è previsto che i prefetti e i sindaci abbiano a disposizione un nuovo strumento per determinare i servizi di accoglienza per i richiedenti asilo che sono ospiti nei centri sul territorio, e per calcolare l’entità dei costi da inserire nei disciplinari di gara. Come ha spiegato Salvini, in pochi mesi, il Viminale ha messo ordine “in una materia che doveva essere sistemata da dieci anni”. “Con criterio, buon senso e ottimi esiti finali abbiamo messo ordine, regole, serietà, trasparenza e uniformità nel sistema di accoglienza che era divenuto un mercimonio, un business fuori controllo pagato dal popolo italiano”, ha spiegato il ministro.

Pantalone ha reso noti i risultati di un progetto attuato congiuntamente all’Anac, nel rispetto delle direttive europee, che ha creato un “nuovo schema di capitolato calato sulla realtà”, che garantisce i servizi di accoglienza, tenendo in considerazione l’eterogeneità dei centri e delle esigenze differenti dei territori. Il prefetto ha tenuto a precisare che il risparmio non è stata una prerogativa del lavoro svolto, ma costituirà una conseguenza del nuovo sistema che faciliterà altresì i controlli.

Salvini ha inoltre evidenziato il valore che assume tale nuovo schema insieme al decreto sicurezza e immigrazione, approvato mercoledì 7 novembre dal Senato con 163 voti a favore. Il ministro, infine, ha spiegato che il suo impegno nell’ambito migratorio si sta rivolgendo anche in altre direzioni, come il viaggio in Ghana nei giorni passati per avviare un dialogo sul tema, e come i corridoi umanitari istituiti da Roma con Etiopia e Libia per accogliere coloro che fuggono dalle guerre. Per i migranti economici, ha ribadito il capo del Viminale, in Italia “non c’è posto”.

Il modello di accoglienza italiano è stato ridefinito da Salvini lo scorso luglio, quando ha firmato una direttiva con l’obiettivo di ottimizzare i servizi e contenerne i costi. Nello specifico, sono state applicate diverse modalità di assistenza per i richiedenti asilo, razionalizzando al contempo le spese. Il modello, in particolare, ha previsti la differenziazione tra i servizi delle varie fasi dell’accoglienza, in linea con le norme internazionali ed europee, e assicurando un risparmio della spesa pubblica, sulla base delle raccomandazioni formulate dalla Corte dei Conti lo scorso marzo.

Da quando Salvini è salito alla guida del Ministero dell’Interno, il primo giugno scorso, oltre ad aver chiuso i porti italiani alle imbarcazioni delle Ong e delle missioni europee, ha dichiarato di volere un cambio del piano operativo sui porti di sbarco della missione europea, affinché l’Italia non sia più il principale porto di sbarco d’Europa. Secondo le stime del Viminale, dal primo gennaio all’8 novembre 2018, sono sbarcati in Italia complessivamente 22.189 migranti, di cui 12.465 partiti dalla Libia, Si tratta di una diminuzione di oltre l’80% rispetto alle cifre registrate nello stesso periodo del 2017, quando giunsero in Italia via mare 114.365. Le prime cinque nazionalità di migranti sbarcati dall’inizio dell’anno sono tunisina, eritrea, irachena, sudanese e pakistana.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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