Trump licenzia il procuratore generale Jeff Sessions

Pubblicato il 8 novembre 2018 alle 9:57 in USA e Canada

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Il presidente Donald Trump ha licenziato il procuratore generale, capo del Dipartimento della Giustizia, Jeff Sessions, in quella che la CNN ha definito una mossa strategica per sfruttare i nuovi equilibri di potere scaturiti dalle elezioni di metà mandato, che hanno visto i democratici ottenere la maggioranza alla Camera, mentre i repubblicani al Senato.

Sessions, in carica dal 9 febbraio 2017, ha inviato la lettera di dimissioni alla Casa Bianca, su richiesta del presidente, che ha nominato al suo posto Matthwe G. Whitaker, il capo del gabinetto della Giustizia. L’ormai ex procuratore generale, nel 2017, aveva delegato la gestione dell’inchiesta sul Russiagate al suo vice, Rod Rosenstein, che aveva a sua volta incaricato il procuratore speciale Robert Mueller di indagare sulla presunta interferenza russa nelle elezioni presidenziali del 2016, a danno della candidata democratica, Hillary Clinton. Le dimissioni di Sessions, dunque, sollevano interrogativi sul futuro di Mueller e sulla gestione dell’indagine, soprattutto perché Whitaker, ex procuratore dell’Iowa e candidato al Senato, ha sempre espresso dubbi riguardo allo scopo del Russiagate, sostenendo che si trattava di una “caccia alle streghe”.

Subito dopo l’annuncio delle dimissioni di Sessions, i democratici hanno chiesto che anche Whitaker si dimettesse, facendo riferimento ad un potenziale conflitto di interessi, alla luce delle sue critiche sull’operato di Mueller, e per via dei suoi legami con uno dei testimoni coinvolti nel Russiagate, Sam Colvis, che partecipò altresì alla campagna elettorale di Trump. “Dati i suoi commenti sull’indagine, che a suo avviso doveva essere limitata, Whitaker dovrebbe escludersi dalla carica di procuratore generale”, ha dichiarato il senatore newyorkese e leader dei democratici Chuck Schumer. Da parte sua, Whitaker ha riferito di voler guidare il Dipartimento della Giustizia con gli standard etici più alti che portino giustizia a tutti gli americani, ed ha definito Sessions “un uomo di integrità”.

Nonostante ciò, spiega il New York Times, essendo il capo del Dipartimento della Giustizia, Whitaker si torva di fatto in una posizione in grado di impedire ulteriori indagini o per bloccare Mueller dal rilasciare il report finale sul Russiagate. Ognuna di queste mosse porterebbe ad uno scontro con la maggioranza dei democratici alla Camera, i quali hanno promesso di voler approfondire le investigazioni sul caso non appena il partito fosse tornato al controllo.

I repubblicani, invece, appaiono meno preoccupati della decisione di Trump di far dimettere Sessions, in quanto molti volevano che il presidente licenziasse il procuratore generale. Ad esempio, il senatore del Sud Carolina, Lindsey Graham, aveva dichiarato che “avrebbe pagato un santo inferno” per far licenziare Sessions. “Non vedo l’ora di collaborare con Trump per trovare un successore che possa iniziare un nuovo capitolo del Dipartimento della Giustizia”, aveva affermato Graham.

Sessions, 71 anni, ha iniziato la sua carriera in politica come procuratore degli Stati Uniti in Alabama, e la sua nomina a giudice federale è stata bloccata dal Senato per via di accuse di insensibilità razziale. Nonostante ciò, Sessions vinse le elezioni come procuratore generale dello Stato e poi, nel 1996, entrò in Senato.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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