Tajikistan: detenuto membro dell’ISIS avvia una rivolta, 27 morti

Pubblicato il 8 novembre 2018 alle 16:26 in Asia Tajikistan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 25 detenuti e 2 ufficiali sono morti nel corso di una rivolta scoppiata in una prigione di alta sicurezza in Tajikistan, a Khujand, città situata a 300 km dalla capitale Dushanbe, nel tardo pomeriggio di mercoledì 7 novembre.

Secondo quanto riportato da al-Jazeera English, il Ministero dell’Interno del Paese dell’Asia Centrale ha reso noto che tutto ha avuto inizio quando un detenuto, ritenuto essere un membro dell’ISIS, ha assalito una guardia carceraria, strappandogli il fucile. Al momento, le autorità del Tajikistan si sono rifiutate di fornire il suo nome. Nel giro di qualche ora, gli ufficiali hanno riportato la calma presso la prigione, con l’aiuto di rinforzi inviati dal governo. Il carcere di Khujand, situato nella zona Nord della città, è noto per detenere al suo interno individui accusati di estremismo religioso, tra cui alcuni membri dello Stato Islamico.

Lo scorso 4 luglio, l’ISIS ha rivendicato quello che è stato definito dagli analisti il suo primo attacco in Tajikistan, nell’ambito del quale sono morti 4 ciclisti investiti da un’auto. Secondo la ricostruzione effettuata grazie a un video rilasciato dalle autorità del Tajikistan Radio free Europe, il guidatore, dopo aver investito i ciclisti, è sceso dalla macchina per sparare addosso ai sopravvissuti. Le vittime erano originarie di Stati Uniti, Olanda e Svizzera. Nel messaggio di rivendicazione dell’ISIS l’assalitore è stato descritto essere un “soldato dello stato Islamico”, che ha agito in risposta all’esortazione dei terroristi di attaccare i cittadini dei Paesi della coalizione internazionale a guida americana.

Di seguito, il Ministero dell’Interno del Tajikistan rese noto di aver ucciso 4 sospettati, tutti originari del Paese dell’Asia centrale, e di aver arrestato una quinta persona. La polizia locale riferì inoltre di aver rinvenuto un’auto danneggiata, che sembrava essere esattamente quella che appariva nel video dell’attacco.

Secondo un report del Souphan Group dell’ottobre 2017, sono stati almeno 1.300 i cittadini dei Tajikistan che hanno raggiunto la Siria e l’Iraq per unirsi all’ISIS nel corso degli anni precedenti. I Paesi dell’Asia centrale, sempre secondo il documento, hanno prodotto circa 5.000 foreign fighter. Nel corso dei due anni passati, numerosi cittadini di tale regione hanno preso parte a diversi attacchi terroristici.

Il 28 giugno 2016, 3 attentatori originari dell’Uzbekistan e del Kirghizistan attaccarono l’aeroporto internazionale di Istanbul, uccidendo 45 persone e ferendone altre 230. Il primo gennaio 2017, Abdulgadir Masharipov, cittadino uzbeko, uccise 39 persone e ne ha ferite altre 70 presso il Reina nightclub di Istanbul. Il 3 aprile 2017,  il cittadino russo di etnia uzbeka e nato in Kirghizistan Akbarzhon Jalilov, un cittadino russo di etnia uzbeka nato in Kirghizistan, posizionò un ordigno su un vagone della metropolitana di San Pietroburgo, facendolo esplodere tra le fermate Sennaya Ploshad e Teknologhiceskij Institut, causando la morte di 13 persone e il ferimento di quasi 50. E ancora, il 7 aprile 2017, l’uzbeko Rakhmat Akilov, ha investito i pedoni lungo una strada di Stoccolma, causando la morte di 4 persone. A questi incidenti, si è aggiunto quello del 31 ottobre 2017 a New York, causato dal 29enne uzbeko Sayfullo Saipov, il quale ha ucciso 8 persone e ne ha ferite altre 11 travolgendole alla guida di un camion.  

Il Tajikistan, ex Stato sovietico, ha combattuto una guerra contro gli insorti islamista nel corso degli anni Novanta e, da allora, continua a fare i conti con violenza diffusa e reti criminali legate al contrabbando dell’oppio con l’Afghanistan. Il 30 agosto 2016, un’autobomba si scagliò contro i cancelli dell’ambasciata cinese a Bishkek, ferendo 3 dipendenti. L’attacco fu rivendicato da un gruppo legato ad al-Qaeda formato da uiguri, etnia originaria della Cina occidentale.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.