Partito Popolare Europeo chiede ai suoi membri rispetto per lo stato di diritto

Pubblicato il 8 novembre 2018 alle 20:30 in Europa Ungheria

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Il Partito Popolare Europeo (PPE) ha redatto una risoluzione, mercoledì 7 novembre, chiedendo a tutti i suoi membri di rispettare i valori e le libertà che sono alla base dell’Unione, e che stanno, in questo momento, affrontando una grave minaccia. Alcuni membri della formazione di centro-destra, tra cui il suo Presidente, Joseph Daul, hanno affermato che, anche se l’Ungheria non è direttamente menzionata nel testo, si tratta di un messaggio diretto ad Orban e al suo partito, Fidesz, membro del PPE, come riferisce Reuters.

Ricordiamo che, in occasione della votazione che si è tenuta al Parlamento Europeo il 12 settembre, alcuni membri del PPE si sono espressi in favore all’attivazione della procedura dell’articolo 7 del TUE nei confronti di Budapest.

Di diverso avviso è Jozsef Szajer, rappresentante di Fidesz al Parlamento Europeo, che ha dichiarato a Reuters che la risoluzione non riguarda l’Ungheria, e che nel testo non c’è nulla con cui il suo partito dissente.

Ad essersi espresso sulla questione è stato anche il presidente del Partito Popolare Europeo, il francese Joseph Daul, che ha confermato che la risoluzione si riferisce all’Ungheria, ma ha anche aggiunto: “in ogni famiglia c’è un enfant terrible, ed io preferisco tenerlo all’interno della famiglia, ed avere la possibilità di dialogare e ragionare con lui”.

“L’estremismo populista e nazionalista, la disinformazione, la discriminazione e le minacce allo stato di diritto rappresentano la più grande sfida alla libertà e alla democrazia in Europa, dalla caduta della cortina di ferro”, si piò leggere nella risoluzione, redatta in occasione del congresso annuale del Partito Popolare Europeo, tenutosi ad Helsinki, che contiene anche un’importante appello: “Chiediamo a tutti i membri e le associazioni che sono parte del PPE, di rispettare, proteggere e promuovere questi principi”.

Per quanto riguarda i destinatari dell’appello, è importante ricordare l’affermazione del cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che ha sottolineato la centralità dei valori dell’Unione, che sono “sacri, a prescindere dal partito da cui proviene il capo del governo, e a prescindere dal Paese, che si tratti di l’Ungheria, la Romania, la Polonia, Malta, la Grecia o l’Italia”. Tutti e sei gli Stati menzionati da Kurz sono stati accusati, in momenti differenti, di non aver difeso i valori dell’UE.

Inoltre, l’appello della risoluzione includeva anche la protezione della “libertà accademica” che alcuni membri del PPE hanno dichiarato essere un riferimento al rifiuto del governo di Orban di firmare un accordo per far sì che l’Università dell’Europa centrale, fondata da George Soros, rimanga in Ungheria, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa britannica.

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Cristina Lipari

di Redazione

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