Onu vuole cambiare piano di azione in Libia

Pubblicato il 8 novembre 2018 alle 13:31 in Libia Russia

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L’inviato dell’Onu in Libia, Ghassam Salame, cambierà il Piano di Azione per il Paese nordafricano, accantonando l’opzione democratica delle elezioni e concentrandosi maggiormente sulla ripresa economica.

È quanto rende noto il quotidiano libico Libya Observer citando fonti diplomatiche, le quali hanno rivelato che i Paesi occidentali e le Nazioni Unite si concentreranno sulla riconciliare le fazioni rivali. Inoltre, Salame proporrà l’organizzazione di una conferenza nazionale nel 2019 per risollevare l’economia libica ed attuare riforme, per porre fine alla situazione attuale, che ha permesso ai gruppi armati di avere accesso illimitato alle banche, prendendone, di fatto, il controllo. Al fine di ostacolare tali gruppi, Salame proporrà anche nuove misure di sicurezza per sottrarre loro il controllo di siti chiave ed integrarli nelle forze di sicurezza regolari del Paese. È previsto che il nuovo piano venga presentato a Palermo il 12 e 13 novembre, in occasione della conferenza sulla Libia organizzata dall’Italia, alla quale prenderanno parte le diverse fazioni libiche.

Nel frettammo, il capo dell’Esercito Nazionale Libico e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, ha incontrato il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, a Mosca, nella giornata di mercoledì 7 novembre. I due hanno affrontato la questione della crisi libica e della situazione si sicurezza in Medio Oriente e Nord Africa. Alla fine dell’incontro, lo staff del generale libico ha reso noto che l’incontro ha avuto un esito positivo, in quanto sono state esplorate modi per porre fine al caos in Libia e per combattere il terrorismo.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Ancora oggi il potere politico è diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiati dall’Onu e dall’Italia, mentre il secondo a Tobruk, sotto l’influenza di Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. L’assenza di una guida unitaria in grado di controllare efficacemente tutto il territorio nazionale ha fatto sì che i gruppi terroristici, le organizzazioni criminali ed i trafficanti di esseri umani si approfittano di tale situazione di instabilità politica ed economica, portando avanti indisturbati le proprie attività. Ne consegue che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati, mentre i cittadini sono spesso costretti a sfollare.

La scorsa settimana, Haftar è stato in visita ufficiale in Italia, dove ha incontrato il premier Conte ed il ministro degli Affari esteri, Enzo Moavero Milanesi, per discutere sulla conferenza di Palermo. Nonostante il generale libico abbia annunciato che vi parteciperà, il suo ufficio non ha ancora dato la conferma ufficiale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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