Re del Marocco pronto a riaprire i confini con l’Algeria

Pubblicato il 7 novembre 2018 alle 13:32 in Algeria Marocco

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Il re del Marocco, Mohammed VI, ha affermato di essere pronto a riaprire i confini con l’Algeria, senza la mediazione di parti terze, nel bene dei cittadini di entrambi i Paesi.

Tale dichiarazione è stata rilasciata in occasione del 43esimo anniversario della Marcia Verde, durante la quale il sovrano ha tenuto un discorso a Rabat, in cui ha affermato altresì di voler stabilire un comitato congiunto per discutere le dispute in corso. “Rabat è pronta ad avviare un dialogo diretto e franco con Algeri per superare le differenze che hanno ostacolato lo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi”, ha affermato il sovrano, aggiungendo che il Marocco è aperto ad iniziative da parte dell’Algeria. “Dobbiamo riconoscere che i rapporti tra i due Stati non sono accettabili e normali”, ha continuato il re, spiegando che Rabat e Algeri sono legate da una religione, una lingua, una storia e un futuro comuni. A suo avviso, il nuovo comitato potrebbe costituire un nuovo quadro di lavoro per sviluppare la cooperazione su diverse questioni bilaterali, soprattutto in relazione alle opportunità di investimento nella regione.

È atteso il commento delle autorità algerine in merito alla dichiarazione del sovrano marocchino.

Le relazioni tra il Marocco e l’Algeria sono state caratterizzate da tensioni fin dall’indipendenza dei due Paesi dai poteri coloniali. Nell’ottobre 1963, hanno combattuto la guerra delle sabbie, scaturita da un contenzioso territoriale per le zone di frontiera di Bechar e Tindouf, che ha peggiorato ulteriormente i rapporti. Il conflitto si è concluso nel febbraio 1964, grazie alla mediazione di parti terze quali Stati Uniti, Lega Araba e Unione dell’Unità Africana, che sono riuscite a far concordare un cessate il fuoco tra i due Paesi. Successivamente, nel 1972, Marocco e Algeria hanno delineato i confini per cercare di sedare le tensioni che, tuttavia, sono continuate nel corso degli anni, fino alla chiusura ufficiale delle frontiere, avvenuta nel 1994.

Un altro motivo di contrasto tra Rabat e Algeri è costituito dalla questione del Sahara Occidentale, risalente al 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

A oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a Est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf. In questa città, il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, soffre per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

Il 13 maggio scorso, il ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha accusato l’Algeria di essere direttamente coinvolta nel supporto operativo all’Iran, il quale è accusato a sua volta di sostenere il Fronte Polisario.  Teheran, tramite il suo portavoce agli Affari Esteri, Bahram Qasemi, ha respinto le accuse. 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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