Decreto Sicurezza, via libera del Senato con 163 sì e 59 no

Pubblicato il 7 novembre 2018 alle 15:24 in Europa Italia

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Il Senato ha approvato con voto di fiducia il decreto Sicurezza. Hanno votato a favore 163 senatori, mentre 59 sono stati i contrari e 19 gli astenuti. I presenti in aula erano 288, di cui 241 votanti. Il decreto potrà ora passare ora al vaglio della Camera.

La maggioranza di Governo, che ha in Senato 167 esponenti, avrebbe quindi perso solamente i voti dei 4 dissidenti pentastellati. Si tratta di Elena Fattori, Paola Nugnes, Gregorio De Falco e Andrea Mantero. I voti contrari arrivano da Partito Democratico, Liberi e Uguali e Südtiroler Volkspartei. Il gruppo di Fratelli d’Italia, composto da 18 senatori, si è astenuto, mentre Forza Italia non ha partecipato al voto.

Si tratta di una “giornata storica” secondo il vicepremier e ministro degli Interni, Matteo Salvini, il quale già nelle prime ore della mattinata aveva espresso la sua felicità per il decreto, un “argine all’immigrazione fuori controllo” che “rispedisce a casa furbetti e delinquenti”. In conferenza stampa si è poi rivolto a quelli che definisce “sciacalli”: “Si rassegnino – dice – questo governo andrà avanti a lavorare per 5 anni”.

Il decreto Sicurezza e Immigrazione, presentato dal capo del Viminale il 24 settembre 2017, era stato adottato dal Consiglio dei ministri con l’obiettivo di irrigidire le regole d’asilo e far aumentare la sicurezza nel Paese. Firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in data 4 ottobre, la proposta era poi andata al vaglio del Senato.  

Nello specifico, il decreto è volto ad un più efficace contrasto dell’immigrazione illegale, tramite una maggiore garanzia dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione. Disciplina i casi speciali di permesso di soggiorno temporaneo per ragioni umanitarie e definisce nuove norme per la revoca dello status di protezione internazionale, in seguito ad accertamento della commissione di gravi reati. Inoltre, revoca la cittadinanza agli stranieri condannati per terrorismo in via definitiva e migliora il circuito informativo tra le Forze di polizia e l’Autorità giudiziaria, al fine di prevenire e contrastare le infiltrazioni criminali negli enti locali. Anche l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la distribuzione dei beni confiscati alla criminalità organizzata riceve strumenti volti ad accrescerne l’efficienza.

Tra le opposizioni, numerose le proteste in Aula. “Sì alla sicurezza, no al governo” è la scritta sui cartelli che i senatori di Forza Italia hanno mostrato, dopo la dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto da parte del vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. Anche i senatori del PD hanno esposto dei cartelli recanti la scritta “decreto Salvini, più clandestini”. Dario Parrini, senatore del Partito Democratico dal marzo 2018, in fase di dichiarazione di voto ha definito il provvedimento “insufficiente”. L’Italia non può affermare di aver fatto un passo in avanti sui ricollocamenti europei o sulla modifica del Trattato di Dublino, ha spiegato Parrini, perché “non siamo in grado di fare una politica estera degna di questo nome”.

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di Redazione

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