Il costo delle sanzioni USA per le donne iraniane

Pubblicato il 7 novembre 2018 alle 19:24 in Iran USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le conseguenze delle nuove sanzioni americane sulla Repubblica Islamica e sul suo popolo rischiano di essere devastanti: tra gli iraniani, le donne sono particolarmente a rischio. 

Il quotidiano qatariano in lingua inglese, Al-Jazeera, analizza le possibili conseguenze delle sanzioni americane sulle donne iraniane, una categoria particolarmente vessata nella Repubblica Islamica. Fatemeh, 27 anni, lavora in una start-up di politica sanitaria pubblica e insegna biologia in una scuola superiore nella capitale iraniana, Teheran. Nata in Iran all’indomani della guerra con l’Iraq, lei e la sua famiglia si sono trasferite in Canada e poi in California quando aveva circa 13 anni. Dopo la laurea, Fatemeh ha deciso di tornare in Iran e, oggi, da Teheran racconta l’effetto delle sanzioni sulla sua vita quotidiana e come queste stiano rendendo il suo ritorno in patria progressivamente insostenibile. “Non è stato sicuramente facile”, ha raccontato ad Al Jazeera. “Sei, sette mesi fa, quando il dollaro ed il rial hanno cominciato a salire, ho iniziato a chiedermi se tornare era stata una buona idea, e mi sono chiesta per quanto tempo posso andare avanti con questi prezzi”. E ha concluso: “Non importa quanti soldi guadagno, non valgono niente in dollari”. Con la svalutazione della moneta iraniana, il rial, lo stipendio mensile di Fatemeh è pari a circa 160 dollari. A rendere la situazione ancora più difficile per le donne, con la crisi valutaria, i prodotti per l’igiene femminile e alcuni farmaci sono diventati più difficili da reperire e estremamente più costosi. 

Azadeh Moaveni, dell’International Crisis Group, ha dichiarato: “Ci sono micro-carenze quotidiane di beni che erodono la qualità della vita delle diverse classi in modi diversi, nel tempo, le sanzioni finiscono per impoverire la classe media, sono progettate per questo”. La scarsità ha anche portato agli acquisti compulsivi e all’accaparramento.”Dal punto di vista del venditore”, ha affermato Fatemeh, “potrebbero aspettare e vendere lo stesso prodotto ad un prezzo più alto la settimana successiva”. Dopo le celebrazioni del Norouz, il Capodanno locale, lo scorso marzo, l’ayatollah Ali Khamenei ha invitato gli iraniani a sostenere la produzione nazionale. “Un sacco di persone hanno preso a cuore l’appello”, ha commentato Fatemeh, “anche quelli che non necessariamente sono politicamente d’accordo con Khamenei”. Tuttavia, anche i prodotti di produzione locale sono più costosi. I pannolini, ad esempio, sono realizzati in Iran, ma con materie prime importate. Gli analisti hanno avvertito che le sanzioni economiche potrebbero influenzare la dinamica familiare tradizionale e che le donne sono particolarmente vulnerabili a questo fenomeno. Alcuni suggeriscono che le sanzioni potrebbero influenzare il tasso di natalità, poiché le coppie si attendono prezzi ancora più alti per prendersi cura di un bambino e prodotti come pannolini e latte in polvere sono ormai inaccessibili, anche per una famiglia con un reddito medio.

“Quando la Banca Centrale iraniana è sanzionata, comprare beni è quasi impossibile”, ha affermato Sussan Tahmasebi, direttore di Femena, un’organizzazione che sostiene i diritti delle donne con sede a Washington, DC. Ha spiegato che l’incapacità di trasferire fondi tramite SWIFT, ovvero da un Paese all’altro, è il problema principale. Oltre agli effetti immediati e visibili, la carenza di beni e i prezzi elevati, gli analisti hanno avvertito che le sanzioni potrebbero influenzare le dinamiche della familiari. Moaveni ha dichiarato: “Le donne, in quanto organizzatrici della vita familiare, dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione, spesso hanno l’onere di cercare le alternative per la sopravvivenza delle loro famiglie”. Le ulteriori sanzioni statunitensi sull’Iran sono entrate in vigore il 5 novembre 2018. Lo stesso giorno, il segretario di Stato americano, Michael Pompeo ha twittato, in lingua farsi: “Le sanzioni statunitensi non si applicano al sale, al cibo, ai prodotti dell’agricoltura, ai medicinali e ai dispositivi medici. [Gli Stati Uniti] sono solidali con il popolo iraniano”. Tuttavia, secondo più di 50 studi accademici, le sanzioni economiche contro l’Iran, in passato, hanno avuto un effetto debilitante sulla popolazione. Hanno influenzato negativamente il tenore di vita della popolazione iraniana media, hanno reso alcuni farmaci inaccessibili e hanno innescato preoccupazioni diffuse per la salute pubblica. “La gente dice che le medicine non sono sanzionate e che l’aiuto umanitario non è sanzionato”, ha detto Tahmasebi, “ma non è vero, lo sono”. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.