Tria: “La manovra non cambia”

Pubblicato il 6 novembre 2018 alle 16:33 in Europa Italia

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La Manovra non cambia. È quanto ha riferito il ministro italiano dell’Economia, Giovanni Tria, al termine della riunione dell’Eurogruppo. “Non c’è né scontro né compromesso” con l’UE, ha aggiunto, ma la manovra “non cambia”.

Il ministro ha sottolineato come, nonostante i punti di disaccordo, sia possibile intrattenere un dialogo costruttivo tra la Commissione Europea e l’Italia. Immediata la risposta del commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, che ha ribadito la necessità di ricevere da parte di Roma una risposta precisa entro il 13 novembre, per il raggiungimento di un accordo, in mancanza del quale il Paese potrebbe essere sottoposto a sanzioni. Il commissario francese ha anche sottolineato che le regole fiscali devono essere rispettate, e che le scelte di politica economica che fanno aumentare il debito pubblico non portano crescita.

Bruxelles, ha avvertito Moscovici, si aspetta “un bilancio nuovo e rivisto” entro il 13 novembre. È lo stesso pensiero dell’Eurogruppo, che ha messo nero su bianco in una dichiarazione l’invito all’Italia ad un “dialogo aperto e costruttivo”. Un atteggiamento che cerca una sintonia con quello portato dal ministro Tria per arrivare ad una soluzione accettabile per tutti, e che resti all’interno delle procedure europee.

Pur sottolineando il ruolo dell’Italia come grande democrazia, in cui volontà popolare e principio di contraddittorio sono rispettati, Moscovici ha poi riferito di non apprezzare il vicepremier e ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, in quanto “rasenta continuamente il nazionalismo e la xenofobia”.

Si tratta nel complesso di parole rigide ma di apertura, che sperano, come ha riferito il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, che l’Italia “afferri la mano” tesale dalla Commissione UE e modifichi la sua manovra. La sua richiesta è stata ripresa dal presidente dell’Eurogruppo, Mário Centeno, che ha riferito di essere fiducioso che l’Italia accetterà di modificare i suoi piani di spesa.

Non sembrano però le intenzioni del Governo giallo-verde, e non solo per le parole di Tria. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in un’intervista al Financial Times, aveva esaltato la manovra economica del governo, e si era lanciato in una previsione sul suo futuro ruolo di “ricetta per tutti gli altri paesi” in Europa. Una manovra espansiva come stimolo per l’economia e come strumento di riduzione del debito pubblico, i tagli fiscali e l’aumento delle spese, ha riferito il vicepremier, faranno da base per la creazione di una nuova Europa fondata sul rifiuto dell’austerità.

La situazione italiana sembra però resa più ardua dalla recente richiesta dei ministri delle Finanze di dieci Paesi nordici europei, ovvero Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Svezia, Olanda, Slovacchia e Repubblica Ceca. Questi hanno chiesto, in un paper, una stretta sul fondo Salva Stati ed una maggiore responsabilità da parte dei singoli paesi sulle perdite.

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di Redazione

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