Ministro francese degli Affari Europei: “Dobbiamo combattere i nazionalismi”

Pubblicato il 6 novembre 2018 alle 18:29 in Europa Francia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Secondo il ministro francese degli Affari Europei, Nathalie Loiseau, le elezioni parlamentari europee del prossimo maggio si tradurranno nella battaglia tra nazionalisti, tra i quali spicca il vicepremier e ministro dell’interno italiano, Matteo Salvini, ed europeisti, guidati dal presidente francese, Emmanuel Macron.

“Sappiamo cosa per secoli il nazionalismo ha portato nel continente”, ha riferito Loiseau in un’intervista al Financial Times. L’ex diplomatica ha affermato, inoltre, di non voler vedere messi a repentaglio i progressi che sono stati raggiunti dalla fine della dalla Seconda guerra mondiale in poi. A suo avviso, tali atteggiamenti vanno contro i valori fondanti dell’Unione Europea.

Loiseau, che si è unita al governo di Macron lo scorso anno, ha aggiunto che non c’è alcuna certezza di “vincere la lotta”, ma che sia comunque necessario guidare la battaglia. Queste parole forti arrivano in una fase complessa per gli europeisti, visti i risultati degli ultimi sondaggi pubblicati in Francia.  

Le misurazioni hanno accordato al partito di destra di Marine Le Pen, il Rassemblement National (RN), il 21% delle intenzioni di voto, mentre il partito di Macron, La Republique En Marche (LREM) si sarebbe aggiudicato solo il 19% dell’elettorato. Se a questo dato si somma la percentuale del 7% di coloro che voterebbero per Debout La France, piccolo partito di estrema destra di Nicolas Dupont-Aignan, e la percentuale del 2% ottenuta da altri due piccoli partiti a favore della “Frexit”, l’estrema destra francese si aggiudicherebbe il 30% delle intenzioni di voto e guadagnerebbe ben cinque punti rispetto ad agosto.

Il sondaggio, scrive il The Independent, fornisce evidenti prove del fatto che la Francia si sia spostata verso l’estrema destra rispetto a quando, nelle votazioni per le elezioni presidenziali francesi del 2017,   Macron aveva facilmente sconfitto Le Pen al secondo turno. I risultati polarizzati darebbero poi ulteriore ragione di credere che le elezioni del Parlamento Europeo nel 2019 si configureranno come una grande battaglia tra i partiti pro-UE e le formazioni di estrema destra anti-UE che vogliono fermare l’immigrazione e la globalizzazione.

Dello stesso parere è il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico italiano, Luigi Di Maio, che ha recentemente rilasciato un’intervista al Financial Times in cui, oltre a difendere la criticata manovra economica, prevede un “grosso rimescolamento politico” in ambito europeo. Lo scontro tra l’austerity, politica alla quale una parte dell’Europa è rimasta fedele negli ultimi anni ma che “alcuni Paesi hanno ripetutamente violato”, e le politiche economiche espansive dei Paesi che si fanno “promotori del lavoro e del benessere dei cittadini”, sarà quindi fulcro delle prossime elezioni europee.

Nel frattempo, sarà necessario anche considerare l’impatto che le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, le quali sono considerate un vero e proprio referendum sull’operato del presidente Trump, avranno sullo scenario europeo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.