Il futuro della Polonia nell’UE secondo Donald Tusk

Pubblicato il 6 novembre 2018 alle 8:29 in Europa Polonia

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Il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha invitato i suoi connazionali polacchi a “tornare a ragionare” sul posto di Varsavia all’interno dell’UE, aggiungendo che, altrimenti, il Paese potrebbe finire per seguire il percorso di Londra, in uscita dall’Unione.

L’affermazione di Tusk è critica nei confronti del partito di governo polacco, l’euroscettico Diritto e Giustizia (PiS), che si è spesso scontrato con Bruxelles su tematiche quali l’immigrazione e lo stato di diritto. Lanciando questo allarme, Tusk ha tracciato un paragone tra la Polonia ed il Regno Unito, o meglio tra il leader di PiS, Jaroslaw Kaczynski, e l’ex leader del partito conservatore Britannico, David Cameron, che ha ricoperto la carica di Primo Ministro durante lo svolgimento del referendum sulla Brexit. Nel confrontare i due personaggi politici, Tusk ha affermato, durante una visita a Varsavia: “Non importa se Jaroslaw Kaczynski stia pianificando di lasciare l’Unione, o stia solo avviando alcuni processi che porterebbero a questo risultato” aggiungendo che “nemmeno Cameron aveva intenzione di far uscire il Regno Unito dall’UE”. La differenza fondamentale tra i due casi, secondo Tusk, è che la volontà, tra gli Stati membri, di mantenere Varsavia all’interno dell’Unione è minore di quella di mantenervi Londra.

A tal proposito, si ricorda l’intensa indagine sullo stato di diritto in Polonia, nonché sull’indipendenza della magistratura, che è in corso da parte della Commissione Europea, che il 24 settembre ha annunciato che il caso sarà deferito alla Corte di Giustizia dell’UE. Quest’ultima dovrà pronunciarsi sulla presunta violazione del principio di indipendenza della magistratura, causata, secondo la Commissione, dalle modifiche apportate dal Governo di Varsavia alla legge sulla Corte Suprema, che ha ritenuto incompatibili con il diritto dell’UE, poiché minano il principio dell’indipendenza giudiziaria, compresa l’inamovibilità dei giudici. Il 25 luglio, il Presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha firmato una legge che prevede un cambiamento nelle procedure di nomina dei giudici della Corte Suprema, dando un peso maggiore al Parlamento, in cui Diritto e Giustizia ha la maggioranza. Di conseguenza, la riforma assicura al governo più controllo sui giudici, come spiega il New York Times. Precedentemente, il 3 luglio, è avvenuta quella che è stata descritta come un’“epurazione” della Corte Suprema: l’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici dell’organo, passata da 70 a 65 anni, ha provocato il pensionamento forzato di 27 su 72 dei suoi componenti. In entrambi i casi, le riforme hanno provocato rivolte da parte dei cittadini.

“La questione è veramente importante ed il rischio è terribilmente serio, voglio che tutti rinsaviscano”. Sono queste le parole con cui Tusk ha lanciato un appello ai suoi connazionali.

Tusk ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio della Polonia dal 2007 al 2014, facendo parte del partito Piattaforma Civica, di centro destra ed europeista. Si tratta del secondo partito a livello nazionale, poiché alle elezioni generali del 25 ottobre 2015 ha ottenuto il 24% dei consensi, non riuscendo a superare il 37% raggiunto da Diritto e Giustizia. Tuttavia, Piattaforma Civica è fortemente presente a livello locale, trovandosi al controllo di diverse assemblee regionali. L’ultimo testa a testa tra i due partiti ha avuto luogo in occasione delle elezioni amministrative di domenica 21 ottobre, in cui Diritto e Giustizia ha avuto una buona performance generale, ottenendo il 32.3% dei voti, ma ha perso nella città di Varsavia, dove Rafał Trzaskowski, il candidato di Piattaforma Civica, ha ottenuto il 54.1% dei consensi, superando Patryk Jaki membro del partito Polonia Solidale e appoggiato da Diritto e Giustizia. Tusk ha commentato i risultati delle recenti elezioni, definendoli un “grande avvertimento” per Diritto e Giustizia. Tuttavia, il Presidente del Consiglio Europeo, il cui mandato scadrà alla fine 2019, ha deciso di non rispondere alla domanda sulle sue intenzioni di tornare a dedicarsi alla politica interna.

Probabilmente, proprio a seguito di tali risultati elettorali, il Governo polacco, la cui maggioranza è detenuta da Diritto e Giustizia (PiS), vuole aumentare la presenza di truppe statunitensi sul suo territorio, istituendo una base militare permanente, il cosiddetto Fort Trump, prima delle prossime elezioni generali, previste per novembre 2019. Assicurare la presenza di una base americana permanente all’interno del Paese sarebbe di grande aiuto a Diritto e Giustizia. Come spiega Reuters, ciò aiuterebbe il partito a dimostrare ai suoi elettori di essersi mobilitato per proteggere la Polonia dalla minaccia russa percepita dai cittadini.

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Cristina Lipari

di Redazione

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