USA e Corea del Sud avviano piccola esercitazione militare

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 11:44 in Corea del Sud USA e Canada

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Circa 50 marines americano e sudcoreani hanno iniziato una piccola esercitazione militare, lunedì 5 novembre, a pochi giorni dai colloqui che il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, terrà con la Corea del Nord per la denuclearizzazione della penisola coreana e per stabilire la data del secondo incontro tra il presidente Donald Trump e il leader nordcoreano, Kim Jong-un.

Nonostante le simulazioni militari su larga scala siano state sospese da USA e Corea del Sud a partire dal mese di giugno, in seguito allo storico meeting tra i due capi di Stato di Washington e Pyongyang, quelle minori sono continuate. In particolare, il Ministero della Difesa nazionale di Seoul ha reso noto che i marines stanno effettuando un addestramento in prossimità della città meridionale di Pohang. Nel frattempo, Pompeo ha informato che, alla fine di questa settimana, colloquierà con la controparte nordcoreana, Kim Yong Chol. “Mi aspetto che otterremo un vero progresso verso la denuclearizzazione”, ha affermato il segretario di Stato americano.

Sono circa 28.500 le truppe statunitensi presenti in Corea del Sud. In base allo Special Measures Agreement, ogni anno il governo di Seoul paga 800 milioni di dollari di spese militari per contribuire al sostentamento delle forze americane sul suo territorio. I militari statunitensi, congiuntamente ai soldati sudcoreani, svolgono annualmente alcune esercitazioni congiunte, quali ad esempio Foal Eagle e Max Thunder, che sono terminate a maggio, e Ulchi Freedom Guardian, pianificata per la fine dell’estate. Nel 2017, circa 17.500 truppe statunitensi e 50.000 sudcoreane avevano partecipato a quest’ultima operazione, nonostante sia concentrata più su simulazioni computerizzate che su esercizi sul campo, con l’impiego di armi, carri armati e aerei.

L’esercitazione è stata avviata in seguito ad un avvertimento lanciato dalla Corea del Nord agli USA, in merito alla ripresa dello sviluppo nucleare se Washington non metterà fine alle severe sanzioni economiche contro il regime. In una dichiarazione rilasciata venerdì 2 novembre, il Ministero degli Esteri del Paese asiatico ha affermato che Pyongyang potrebbe decidere di riprendere la politica abbandonata in seguito all’incontro con il presidente Trump, il 12 giugno scorso, quando Kim Jong-un si era impegnato per la denuclearizzazione del suo Stato. Per tutta risposta, Pompeo ha ribadito che le sanzioni non verranno eliminate fino a quando Pyongyang non manterrà l’impegno relativo alla denuclearizzazione del Paese.

Le negoziazioni diplomatiche tra Washington e Pyonyang erano entrate in una fase di stallo per mancanza di accordi sulle modalità con cui procedere all’eliminazione del nucleare dalla Corea del Nord. Il 24 agosto, Trump aveva cancellato improvvisamente la visita del segretario di Stato, Mike Pompeo, in Corea del Nord, dichiarando che gli sforzi volti alla denuclearizzazione di Pyongyang si erano arrestati. Da parte loro, i media di Stato nordcoreani avevano reagito alla cancellazione della visita accusando gli Stati Uniti di fare “il doppio gioco” e “ordire un complotto criminale” contro Pyongyang. Alla fine di agosto, la Corea del Sud ha poi reso noto che avrebbe inviato i propri inviati speciali in Corea del Nord, il 5 settembre, per concordare un nuovo summit tra i leader dei due Paesi. Nel corso di tale incontro, Kim Jong-un ha poi dichiarato di voler completare la denuclearizzazione della penisola coreana entro la fine del mandato di Trump, prevista per l’inizio del 2021.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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