Presidente Eritrea: necessari ulteriori elementi per rafforzare i legami con Etiopia

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 14:32 in Eritrea Etiopia

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Secondo il presidente dell’Eritrea, Isaias Afwerki, nonostante firma degli accordi di pace con l’Etiopia abbia aumentato significativamente la fiducia tra i due Paesi, sono necessari ulteriori elementi per rafforzare i legami e rendere la cooperazione durevole.

Tale dichiarazione è stata rilasciata in diretta televisiva, la notte di domenica 4 novembre. “La priorità, adesso, è creare un ambiente affinché questa nuova realtà possa prosperare”, ha dichiarato Afwerki, aggiungendo che i due Paesi devono consolidare, una dopo l’altra, diverse questioni per fortificare le basi delle loro relazioni. “L’agenda che vedeva Eritrea ed Etiopia come due nemici si è conclusa”, ha assicurato il leader eritreo, riferendo altresì che gli accordi di pace hanno avviato una fase di transizione che porterà ad una nuova era.

I due Paesi, in guerra dal maggio 1998, hanno riallacciato i rapporti a partire dal 9 luglio scorso, data della firma di una dichiarazione congiunta di pace ed amicizia da parte del premier etiope, Abiy Ahmed, e di Afwerki, ad Asmara. Successivamente, il 16 settembre, i due si sono incontrati nuovamente a Gedda, in Arabia Saudita, per firmare il secondo accordo di pace, alla presenza del sovrano saudita, re Salman, del principe ereditario, Mohammed bin Salman, e del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Il conflitto tra Etiopia ed Eritrea era in corso dal 6 maggio 1998, per via della demarcazione dei propri confini. Nonostante l’accordo di Algeri, firmato il 12 dicembre del 2000, periodici scontri si erano verificati in seguito al rifiuto dell’Etiopia di accettare la sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini sostenuta dall’ONU. Tale sentenza aveva stabilito che la città di Badme, alla frontiera tra i due Stati, dovesse essere ceduta all’Eritrea. Tuttavia, l’Etiopia si era sempre rifiutata di accettare questa condizione. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, il premier etiope, Abiy Ahmed, ha reso noto di essere pronto ad accogliere integralmente tutte le decisioni della Commissione, accogliendo di fatto anche la cessione di Badme.

Dalla firma della dichiarazione congiunta di pace e amicizia dello scorso 9 luglio, Afwerki ha compiuto due visite ufficiali in Etiopia. La prima è avvenuta tra il 14 e il 16 luglio, mentre la seconda il 14 ottobre.

La ripresa dei rapporti tra i due Paesi ha portato ad una progressiva normalizzazione dei legami in tutta la regione del Corno d’Africa. Alla fine di luglio, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, si è recato ad Asmara per riallacciare i rapporti con l’Eritrea, interrotti da circa dieci anni, dallo scoppio della guerra con Addis Abeba. La Somalia è caratterizzata dal caos dal 1991, anno in cui il dittatore Siad Barre fu rovesciato dai gruppi di resistenza armata attivi nel Paese dagli anni ’80. Da quel momento, il Paese non ha conosciuto stabilità politica, e l’intervento delle Nazioni Unite, che organizzarono una missione di peacekeeping nell’aprile 1992 (UNOSOM), è stato violentemente osteggiato dai militanti di al-Shabaab. All’epoca del dittatore Siad Barre, Somalia ed Eritrea erano legate da rapporti molto stretti, in quanto il regime militare somalo appoggiava la lotta dell’Eritrea per l’indipendenza dall’Etiopia, che ottenne nel 1993.

Successivamente, il 6 settembre, in occasione di un Summit ad Asmara, Eritrea e Gibuti hanno deciso di rilanciare i propri rapporti, ed i leader di Abuja, Addis Abeba ed Asmara hanno concluso un accordo tripartito, articolato in quattro punti per: 1) favorire la cooperazione congiunta; 2) costruire rapporti solidi in ambito politico, economico, sociale, culturale e della sicurezza; 3) collaborare per promuovere la pace e la sicurezza regionale; 4) stabilire un comitato congiunto di alto livello per coordinare le proprie azioni.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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