Il presidente dell’Hauts-de-France invoca una Brexit morbida

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 19:33 in Francia UK

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Il presidente della regione dell’Hauts-de-France e sindaco di Saint-Quentin, Xavier Bertrand, ha avvertito che una Brexit senza accordi “metterebbe in ginocchio” non solo la Francia, ma anche gran parte dell’Europa del Nord. Nel caso in cui la Gran Bretagna non dovesse trovare con l’Unione Europea un accordo prima della sua uscita, prevista per il 29 marzo 2018, la Commissione Europea sarebbe costretta, secondo Bertrand, ad attenuare le regole sui controlli di frontiera, mentre il governo francese si troverebbe a dover fornire più risorse.

L’Hauts-de-France, ovvero l’Alta Francia, la regione francese più vicina al Regno Unito, comprende Calais, Boulogne-sur-Mer e Dunkerque, rispettivamente il più grande porto passeggeri della Francia, il suo più grande porto di pesca e il terzo porto per il trasporto delle merci. Le tre città dipendono fortemente dal business che i cittadini di questa zona intrattengono con la vicina Inghilterra. L’Hauts-de-France è inoltre tra le regioni francesi più colpite dalla deindustrializzazione e dagli alti livelli di disoccupazione. Il disagio della popolazione si è riversato, alle elezioni presidenziali dello scorso anno, sul Fronte Nazionale di estrema destra, che ha ottenuto il 45% dei voti a Dunkerque nel secondo turno.

Tuttavia, questa non è l’unica parte del Paese che risentirebbe di una faticosa Brexit. “Non sarà solo il Nord della Francia ad essere colpito da un no-deal”,ha riferito Bertrand in un’intervista al Financial Times, poiché le aziende, le fabbriche e i camion colpiti sarebbero quelli dell’intera Francia e della Germania. Anche solo due minuti in più di controlli doganali per ogni camion, ha continuato Bertrand, causerebbero 27 km di ingorghi stradali da entrambe le parti, che si tradurrebbero in “una completa paralisi”.

Allo stato attuale, i colloqui tra Bruxelles e Londra sono in fase di stallo a causa delle divergenze esistenti su come assicurare il mantenimento di un confine fra Irlanda e Irlanda del Nord. Gli sforzi di Bertrand sono stati però sostenuti di recente dalla Francia, in particolare quando l’Eliseo ha chiesto al Presidente dell’Hauts-de-France di stilare una lista delle principali criticità relative alla Brexit, in vista del summit franco-britannico tra Macron e May del 18 gennaio 2018.

Un avvicinamento sembrava essere stato raggiunto anche nel settore finanziario, come era stato riportato recentemente dal The Times. Michel Barnier, capo negoziatore UE per la Brexit dal 2016, aveva però smentito le voci di un futuro libero accesso delle aziende britanniche al mercato europeo in un tweet, in cui definiva le notizie “fuorvianti”. Ad un recente incontro con i presidenti e i direttori generali di grandi aziende europee, il primo ministro del Regno Unito, Theresa May, ha tranquillizzato i partecipanti, assicurando di essere in grado di concludere i negoziati sulla Brexit nelle prossime “due o tre settimane”.

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di Redazione

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