Nuove sanzioni USA contro l’Iran: Italia tra gli 8 Paesi esentati

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 15:47 in Iran Italia USA e Canada

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L’Italia è tra gli 8 Paesi temporaneamente esentati dalle sanzioni contro l’Iran imposte lunedì’ 5 novembre dagli Stati Uniti. A riferirlo è il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, nel corso di una conferenza stampa, in cui ha annunciato che gli altri Stati che potranno continuare, per adesso, ad importare il petrolio iraniano sono Cina, India, Corea del Sud, Giappone, Grecia e Taiwan.

Il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che gli Stati Uniti hanno imposto il pacchetto di sanzioni più grande di sempre contro l’Iran, che colpirà oltre 700 individui, entità, aerei e navi di Teheran. Secondo quanto riferito dal comunicato del Tesoro, la mossa americana fa parte della re-imposizione delle sanzioni sulle attività nucleari iraniane, conseguenti l’uscita degli USA dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), il patto nucleare concluso con l’Iran il 14 luglio 2015. L’obiettivo delle misure restrittive, spiega il comunicato, è quello di impedire che Teheran continui a finanziare le proprie attività maligne, e esercitare una forte pressione finanziaria sul regime iraniano, affinché questo negozi un nuovo accordo che neghi qualsiasi sviluppo o acquisto nucleare o missilistico.

Le nuove sanzioni fanno ammontare a 900 il numero dei soggetti colpiti dalle misure dell’amministrazione Trump in meno di due anni, segnando il livello di pressione economica più alto mai raggiunto dagli Stati Uniti nei confronti del nemico mediorientale. Il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, ha spiegato che l’imposizione di misure restrittive senza precedenti dovrebbe far rendere conto all’Iran che andrà incontro a restrizioni sempre maggiori fino a quando non modificherà il proprio comportamento destabilizzante. “I leader dell’Iran devono smettere di supportare il terrorismo e di procedere con lo sviluppo del programma missilistico e, inoltre, devono abbandonare ogni loro ambizione nucleare immediatamente”, ha dichiarato Mnuchin.

Il pacchetto di sanzioni include 50 banche iraniane e le loro sussidiarie straniere e domestiche, identifica oltre 400 obiettivi, tra cui più di 200 persone e navi nei settori delle spedizioni e dell’energia in Iran, una compagnia aerea iraniana, oltre 65 dei suoi aeromobili, e il posizionamento sulla lista Specially Designated Nationals and Blocked Persons  di circa 250 cittadini e proprietà bloccate associate apparse fino ad oggi nell’elenco delle persone identificate come bloccate solamente secondo l’ordine esecutivo (EO) 13599 (” Elenco EO 13599 “).

Per tutta risposta, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha giurato che l’Iran resisterà a tali sanzioni. “L’Iran resisterà e non rispetterà orgogliosamente le misure ingiuste degli USA”, ha affermato Rouhani, aggiungendo che Teheran deve far capire a Washington che non può relazionarsi con la forza, la pressione e le sanzioni. In merito all’esenzione degli 8 Stati dalle sanzioni, il presidente iraniano ha commentato che non si tratta di una vittoria per l’Iran. “La Repubblica Islamica iraniana avrebbe potuto continuare a vendere il proprio petrolio anche se gli 8 Paesi fossero stati sanzionati”, ha chiarito Rouhani. Allo stesso modo, il portavoce del Ministero degli esteri iraniano, Bahram Qassemi, ha reso noto che l’Iran attuerà politiche per vanificare le sanzioni americane. “Le politiche di Trump non avranno effetto, lo vedrete molto presto”, ha specificato il portavoce.

Nel frattempo, una folla di manifestanti si è radunata di fronte all’ex ambasciata americana in Iran per protestare contro le sanzioni statunitensi. Si tratta del secondo round di misure restrittive adottate da Washington dal ritiro dal patto nucleare degli USA, avvenuto lo scorso 8 maggio. Nel mese di agosto, gli Stati Uniti avevano già imposto nuove sanzioni contro le industrie automobili stive e dell’aviazione del Paese. La fuoriuscita americana ha comportato l’esodo delle compagnie internazionali dall’Iran, tra cui i giganti europei Total e Airbus.

JCPOA era stato firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Secondo quanto affermato dal presidente Trump, si è trattato del peggior patto mai stipulato dagli Stati Uniti.

Gli 8 Paesi temporaneamente esentati dalle sanzioni avranno ora 6 mesi di tempo per tagliare i rapporti con l’Iran.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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