Di Maio: “Tutta l’Europa si ispirerà alla manovra italiana”

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 18:21 in Europa Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in un’intervista al Financial Times, esalta la manovra economica del governo, sostenendo che, in Europa, potrà diventare una “ricetta per tutti gli altri Paesi”.

“Se la ricetta funziona da noi, dovrà essere ribadita a livello europeo: dovremo applicare la ricetta dell’Italia a tutti gli altri Paesi”, afferma il leader del M5S, che si è detto convinto che il dibattito con l’Unione Europea sulla manovra di bilancio italiana si risolverà prima delle prossime elezioni europee. Pur non scommettendo che l’Italia sia un Paese “too big to fail”, Di Maio si ritiene convinto della bontà di una manovra espansiva come stimolo per l’economia e come strumento di riduzione del debito pubblico. I tagli fiscali e l’aumento delle spese, ha riferito il vicepremier, faranno inoltre da base per la creazione, e livello europeo, di una nuova formazione fondata sul rifiuto dell’austerità. Questa, nel contesto delle elezioni europee di maggio 2019, sarà poi causa di “un grosso rimescolamento” politico.

Di Maio ha inoltre affermato di sentirsi vicino alle politiche del presidente ameircano,Donald Trump, in materia di tasse e aumenti della spesa. “Credo che nei prossimi dieci annil’Europa andrà in questa direzione, perché è la direzione che hanno preso gli Stati Uniti”, ha spiegato il vicepremier, il quale ha aggiunto che, in particolare, l’espansione del debito, l’abbassamento delle tasse e gli investimenti nelle infrastrutture sarebbero gli elementi vincenti per la crescita economica di entrambi i Paesi. Il boom del consumo privato, incoraggiato dalle politiche espansive di Trump, ha portato il prodotto interno lordo statunitense a crescere, nel terzo trimestre, del 3,5%, superando le stime di Wall Street del 3,3%. L’ottima performance del PIL nel trimestre è stata guidata proprio dalla spesa delle famiglie, che rappresenta i due terzi dell’economia americana e che ha raggiunto il suo massimo dal 2014.

Il vicepremier non ricollega però la sua linea politica e la manovra economica ad alcuna “ideologia, né di destra né di sinistra”, e sottolinea come molti in Europa non si riconoscano più in nessuna corrente di pensiero. La distinzione che emerge dall’intervista è piuttosto quella tra l’austerità, politica alla quale una parte dell’Europa è rimasta fedele negli ultimi anni ma che “alcuni Paesi hanno ripetutamente violato”, e le manovre espansive promosse dal governo giallo-verde. Tra queste, conclude Di Maio, il lavoro, il reddito, il benessere e l’ambiente rappresentano i cardini su cui costruire una nuova Europa.

Se le parole del vicepremier sono indicative di una certa insofferenza italiana nei confronti dell’attuale sistema di controlli sulle regole di bilancio dell’Unione Europea, quelle che arrivano dal Nord Europa riferiscono tutt’altro. I ministri delle Finanze di dieci Paesi nordici europei, qualiDanimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Svezia, Olanda, Slovacchia e Repubblica Ceca, hanno chiesto, in un paper, una stretta sul fondo Salva Stati ed una maggiore responsabilità da parte dei singoli paesi sulle perdite.

Nella dichiarazione di due pagine, i dieci Paesi della “neo-lega anseatica” chiedono politiche fiscali prudenti e sostengono “il ruolo rafforzato dell’Esm, ilMeccanismo Europeo di Stabilità, come istituzione intergovernativa responsabile dei suoi azionisti”. Il fondo salva-Stati dovrebbe essere adeguatamente attrezzato e godere pertanto di “pieno accesso” alle informazioni dei bilanci pubblici degli Stati.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.