Libia: nuovi scontri a Sabrata

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 17:24 in Africa Libia

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Nuovi scontri hanno invaso la città di Sabrata, domenica 4 novembre, dove numerosi civili feriti sono stati portati presso l’ospedale Educational Hospital della città libica. Secondo fonti locali, le offensive hanno riguardato la brigata salafista Al-Wadi, che supporta le forze dell’Operations Room, l’organizzazione anti-ISIS che controlla Sabrata, e i jihadisti della Brigata 148, guidata da Ahmmed al-Dabbashi, che mirava di assediare la città. Gli scontri hanno interessato il distretto di Jafara, nel Sud della città, ha specificato un comunicato del Dipartimento della Sicurezza, in cui si legge che le scuole e i negozi circostanti sono stati chiusi. Non è ancora chiaro se gli assalitori siano legati all’ISIS.

Sabrata è stata liberata il 6 ottobre 2017 dall’Operations Room, istituita nel 2016 dal governo di Tripoli, guidato dal premier Fayez Al-Sarraj, per combattere contro lo Stato Islamico. In seguito alla liberazione della città dagli estremisti, le autorità libiche hanno preso il controllo di alcuni centri di detenzione non ufficiali, fino a quel momento gestiti dai trafficanti di esseri umani, nei quali vivevano circa 6000 rifugiati e migranti in condizioni precarie.

La presenza in Libia di forze appartenenti allo Stato Islamico è stata ripetutamente confermata nel corso degli ultimi due anni. Nel dicembre del 2017, il coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, Gilles de Kerchove, aveva dichiarato che, nonostante l’ISIS fosse stato sconfitto a livello territoriale in Siria e in Iraq, sarebbe potuto rinascere in Paesi caratterizzati da “governi deboli”, come la Libia.

Già due mesi prima, l’ufficio del Procuratore Generale libico, Sadiq Al-Sour, aveva riferito che centinaia di militanti dello Stato Islamico si erano riorganizzati in un “esercito del deserto” vicino a Sirte, dopo la liberazione della città, avvenuta il 5 dicembre 2015. La notizia è poi stata confermata, il 3 dicembre del 2017, dal capo dell’Activation Committe of Security Services di Sirte, Zarouk Asuiti, il quale aveva annunciato che l’ISIS si stava riunendo nel Sud della città.

Successivamente, l’8 gennaio scorso, l’Activation Committee of Security Services di Sirte ha annunciato la presenza di alcune cellule dei terroristi dello Stato Islamico nelle zone occidentale e meridionale di Tripoli e le Special Deterrence Forces (RADA) hanno arrestato due militanti dell’ISIS, che avevano tentato di far esplodere alcune bombe nei pressi di un grande mercato molto frequentato, situato nel quartiere di Driba, nella capitale libica. All’inizio di aprile, il governo di Tripoli ha annunciato il lancio di una nuova operazione militare, chiamata Nation’s Storm, con l’obiettivo di combattere i militanti dell’ISIS nel Paese.

Oltre ad attaccare le forze di sicurezza ed i civili, i militanti dell’ISIS compiono spesso attacchi contro i pozzi petroliferi. L’ultimo di questi è avvenuto il 10 settembre, quando tre attentatori hanno fatto irruzione negli uffici della National Oil Corporation (NOC), la compagnia petrolifera nazionale libica, armati di fucili automatici, granate ed altri esplosivi, facendosi esplodere. Due dipendenti hanno perso la vita. Il presidente della NOC, Mustafa Sanallah, ha riferito alla televisione libica che la sede è stata gravemente danneggiata per via delle esplosioni. L’ultimo attacco rivendicato dallo Stato Islamico in Libia, invece, è avvenuto il 28 ottobre ad al-Foqha, nel deserto, dove 4 persone sono morte, mentre altre 7 sono state rapite.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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