Israele: nuove esplorazioni di gas e petrolio nel Mediterraneo orientale

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 13:27 in Israele Medio Oriente

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Il Ministero dell’Energia israeliano, il 5 novembre, ha annunciato che lo Stato Ebraico aprirà le acque del Mediterraneo orientale per l’esplorazione di petrolio e gas. Saranno 19 i blocchi disponibili alle compagnie rilevanti. I dettagli dell’offerta saranno pubblicati entro la fine di novembre e, circa un anno e mezzo dopo, Israele sceglierà le aziende vincitrici, secondo le dichiarazioni di Udi Adiri, il direttore generale del Ministero.

Un’asta analoga tenuta nel 2017 aveva visto la partecipazione di sole 2 aziende, tuttavia, il Ministero dell’Energia è fiducioso che l’anno corrente porterà una partecipazione decisamente più alta. Non a caso, secondo il quotidiano israeliano Haaretz, nel 2017 il mercato dell’energia era più debole e le aziende stavano investendo di meno, anche alla luce di preoccupazioni sulla susseguente vendita del gas trovato, essendo Israele un mercato abbastanza piccolo.

Le attuali licenze di esplorazione avranno una durata di 3 anni, con possibilità di estendersi fino a 4 anni in più, nel rispetto delle condizioni. I 19 blocchi sono stati divisi in 4 settori, i quali beneficiano di studi geologici più completi rispetto all’anno precedente. Oltre a ciò, Israele, negli ultimi 2 anni ha anche firmato importanti accordi di esportazione con la Giordania e l’Egitto, aprendo nuovi mercati alle aziende che cercheranno di vendere gas dallo Stato Ebraico. Come se non bastasse, il direttore Adiri ha inoltre affermato che le condizioni nel mercato globale dell’energia sono migliorate e che le società rilevanti sono più disposte a fare investimenti.

Ci sono state 7 scoperte di gas naturale nelle acque israeliane, anche se non tutte sono state sfruttate. Il giacimento Tamar produce gas dal 2013 e l’enorme progetto Leviathan, oltre a 2 campi più piccoli, dovrebbe essere operativo nei prossimi anni.

Nel 2017, Israele ha ricevuto offerte da Energean e da un consorzio di ditte indiane tra cui ONGC Videsh, Bharat PetroResources, Indian Oil Corp e Oil India. “C’è un forte interesse in questa gara, certamente maggiore rispetto al turno precedente” ha dichiarato a Reuters Uri Adiri. I vicini Giordania ed Egitto hanno già espresso interesse ad acquistare gas israeliano. Invece il Libano si è scontrato con lo Stato Ebraico a causa di un blocco delle acque territoriali rivendicato da entrambi i Paesi.

Le tensioni tra Israele e Libano circa i diritti su un particolare giacimento di gas naturale non sono certo una novità. I rapporti tra i 2 Paesi erano peggiorati già nel 2017, in riferimento alla questione delle esplorazioni di gas naturale nel blocco 9, l’area marittima ricca di gas naturale rivendicata dai 2 Stati, la quale si trova proprio al confine non nettamente definito tra le rispettive acque territoriali. 

In tale contesto, il 14 dicembre 2017, il ministro dell’Acqua e dell’Energia libanese, Cesar Abi Khalil, aveva annunciato che un consorzio, formato da 3 società petrolifere, ovvero l’azienda italiana, Eni, quella francese, Total, e quella russa, Novatek, avevano vinto una gara d’appalto per iniziare le esplorazioni volte alla ricerca di gas e petrolio offshore. Uno dei blocchi interessati dalle esplorazioni era proprio il numero 9. In merito all’appartenenza dell’area marittima, il 31 gennaio, il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, aveva definito la gara d’appalto “molto provocatoria”, esortando le aziende internazionali a non partecipare alla gara.

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Alice Bellante

di Redazione

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