IOM: 3.114 migranti morti nel mondo dall’inizio del 2018

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 9:29 in Immigrazione

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Il programma Missing Migrant Project (MMP) dell’organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che, dall’inizio del 2018, sono morti 3.114 migranti in tutto il mondo. L’area mediterranea, il Medio Oriente, il Nord Africa, Il Nord America e l’America Latina, sono state le aree in cui è stato registrato il maggior numero di morti. Nel Mediterraneo, in particolare, i decessi di migranti ammontano a 97.857 dall’inizio dell’anno, una cifra consistente ma inferiore rispetto allo stesso periodo del 2017, in cui morirono 2.851 persone.

L’MMP riferisce che, nel solo mese di ottobre, sono morti 219 migranti nel mondo, di cui i due più recenti sono stati rinvenuti nel Sud del Texas, al confine con il Messico. In tale area, dall’inizio del 2018, sono deceduti circa 166 stranieri, che costituiscono circa la metà dei decessi avvenuti in prossimità delle zone di confine tra Messico e Nuovo Messico, Arizona e California. Nell’ultima settimana passata, circa 54 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo occidentale, che collega il Nord Africa alla Spagna, principale rotta migratoria nel mediterraneo dai mesi estivi. Se queste vittime venissero confermate, porterebbero il totale dei morti in tale tratta a 618 dal primo gennaio al 30 ottobre 2018.

Dall’inizio dell’anno, le morti lungo la rotta del Mediterraneo occidentale sono raddoppiate rispetto al 2017. L’Andalusian Association for Human Rights ha documentato il decesso di oltre 6.000 persone lungo quella rotta, a partire dal 1997. Secondo il direttore del centro di analisi dei dati dell’IOM, Frank Laczko, il crescente numero di morti a partire dal 2018 è legato all’aumento dei tentativi di traversata dal Nord Africa alla Spagna, rispetto agli ultimi cinque anni. Delle 547 scomparse registrate dall’inizio dell’anno in tale tratta, oltre la metà sono accadute nel corso di 7 naufragi. Tra il 2014 e il 2017, invece, sono stati registrati soltanto 2 o meno incidenti del genere ogni anno. 

L’IOM riferisce altresì che alla cifra registrata dall’inizio del 2018, dovrebbero essere aggiunti diversi altri migranti di cui sono state perse le tracce. Tale conclusione è stata dedotta dal fatto che i resti di oltre 60 persone sono stati rinvenuti sulle spiagge spagnole, marocchine e algerine, che non sono stati associati ad alcun naufragio di quelli appurati dall’organizzazione. Inoltre, le organizzazioni non governative operanti in Spagna e in Marocco hanno ricevuto molte segnalazioni da parte di familiari che denunciavano la comparsa di un parente, la cui morte non è mai stata confermata nei naufragi accaduti.

Lackzko ha commentato che le stime effettuate dai giornalisti dell’Associated Press, in base alle quali dal 2014 a oggi sono morti 56.800 migranti nel mondo, evidenziano la tragedia delle famiglie e delle persone che abbandonano le proprie case per raggiungere un’altra destinazione nella speranza di fare una vita migliore.

Dal momento che pochi aspetti di tali tragedie sono noti agli esperti e al pubblico, secondo Lackzko, l’iniziativa attuata dall’Associated Press aiuta a rafforzare i progetti esistenti sulla scomparsa dei migranti. In particolare, l’azione giornalistica è diversa da quella dell’IOM per due ragioni. La prima è che include nelle stime le morti e le scomparse interne ai Paesi. La seconda ragione è che i conteggi includono fonti delle ong relative ai Paesi in via di sviluppo.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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