Bolsonaro: ambasciata a Gerusalemme e rottura con Cuba

Pubblicato il 5 novembre 2018 alle 8:31 in America Latina Brasile

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Il presidente eletto del Brasile, Jair Bolsonaro, inizia a lasciar intendere quali saranno le relazioni internazionali del gigante sudamericano dopo l’insediamento del nuovo governo, il primo di destra radicale democraticamente eletto nella regione. 

La prima novità riguarderà la prima visita all’estero del neoeletto presidente, che entrerà in carica il 1 gennaio prossimo. Bolsonaro ha deciso di rompere con la tradizione che prevede che il presidente del Brasile, appena insediato, si rechi in visita a Buenos Aires. Destinazione del primo viaggio ufficiale non sarà infatti l’Argentina, ma il Cile. La rottura della prassi della diplomazia brasiliana è rivolta non solo al presidente argentino Macri, ma all’intero Mercosur. Il Mercato comune del sud che riunisce Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay secondo il futuro ministro dell’economia Paulo Guedes “si basa su presupposti ideologici e non è una priorità”. Il Cile, d’altronde, per il leader brasiliano è “un esempio da seguire”

“Il Cile per noi è un esempio di un paese che ha creato elementi macroeconomici molto solidi, che hanno permesso che fosse un paese completamente diverso da tutta l’America Latina. Ha una istituzione presidenziale molto più solida della nostra, ha un progetto educativo di alta qualità, dunque il Cile è un modello per noi” – ha dichiarato Onyx Lorenzoni, futuro ministro di Bolsonaro.

Bolsonaro ha dichiarato che manterrà la promessa fatta in campagna elettorale di spostare l’ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme, un tema caro non solo alla comunità ebraica (circa 100.000 persone), ma anche alla potente comunità evangelica, 40 milioni di fedeli la cui grande maggioranza ha sostenuto Bolsonaro sin dall’inizio della campagna elettorale.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avuto parole di apprezzamento per la decisione di Bolsonaro di unirsi a Stati Uniti e Guatemala, gli unici due paesi che hanno spostato la propria sede diplomatica da Tel Aviv, dove si trovano tutte le altre ambasciate. Il Paraguay ha fatto marcia indietro e ha chiuso la sua rappresentanza a Gerusalemme dopo il cambio di presidenza ad Asunción lo scorso agosto. 

“Se uno decide qual è la sua capitale, dobbiamo agire di conseguenza” – ha affermato il presidente eletto riferendosi a Israele. Il primo ministro israeliano intende partecipare a gennaio all’insediamento di Bolsonaro, che a sua volta prevede che lo Stato ebraico sia la destinazione di uno dei suoi primi viaggi internazionali.

Jair Bolsonaro aveva anche annunciato in una intervista al giornale israeliano Israel Hayom che Israele avrebbe potuto contare con il voto del Brasile alle Nazioni Unite durante il suo mandato, ed aveva sottolineato che la rappresentanza diplomatica presso l’Autorità Palestinese dovesse essere abbassata di grado.”La Palestina deve essere uno stato per avere il diritto di avere un’ambasciata”- ha avvertito.

Bolsonaro ha anche annunciato l’intenzione di rivedere le relazioni con Cuba e si è chiesto apertamente “a che serve mantenere relazioni diplomatiche” con il paese caraibico. Centro della polemica il programma Más Médicos approvato dalla ex presidente Dilma Rousseff. Secondo il programma Cuba invia brigate mediche nelle zone più sfavorite del Brasile. Bolsonaro contesta il fatto che i medici debbano recarsi in Brasile senza le famiglie: “sono madri giovani, separate da bambini piccoli, questo per una madre è una tortura” – ha dichiarato. “Inoltre i medici devono versare il 75% del loro stipendio allo stato cubano – ha proseguito – a cosa servono questi soldi? A finanziare il regime castrista?”. “Possiamo mantenere relazioni diplomatiche con gente del genere?” – ha concluso il presidente eletto. Ad oggi sono 14.000 i professionisti cubani dell’ambito sanitario dislocati in Brasile. 

L’Avana, al contrario, ha manifestato di “non avere problemi” a mantenere relazioni diplomatiche con il nuovo governo di Brasilia. “Non abbiamo alcun problema a creare relazioni con chi la pensa diversamente da noi – ha dichiarato il ministro del commercio estero cubano Rodrigo Malmierca Díaz – sarebbe da intolleranti“.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo, dal portoghese e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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