Sri Lanka: Stati Uniti e Giappone sospendono i finanziamenti a causa della crisi politica

Pubblicato il 4 novembre 2018 alle 13:13 in Sri Lanka USA e Canada

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Il primo ministro destituito dello Sri Lanka, Ranil Wickremesinghe, ha comunicato che gli Stati Uniti e il Giappone hanno congelato più di 1 miliardo di dollari in aiuti per lo sviluppo dopo il suo improvviso licenziamento.

La decisione di trattenere i finanziamenti, congiuntamente all’avvertimento dell’Unione Europea, che ha dichiarato che potrebbe ritirare le concessioni senza tassazione per le esportazioni dello Sri Lanka se non si impegnerà nella riconciliazione nazionale, mineranno ulteriormente l’economia del Paese, ha spiegato Wickremesinghe in una intervista rilasciata a Reuters.

Il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, venerdì 26 ottobre aveva deciso di sostituire Wickremesinghe con Mahinda Rajapakse, portando la nazione a una crisi politica. Per questo motivo,gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere circa 500 milioni di dollari in programmi di aiuti per la costruzione di autostrade e per il miglioramento dell’amministrazione territoriale facenti parte del programma Millennium Challenge Corporation (MCC), finanziato dal governo. Il Ministero degli Esteri cingalese ha dichiarato che i funzionari di tale programma hanno comunicato in maniera non ufficiale all’ambasciata dello Sri Lanka a Washington che circa 480 milioni di dollari verranno sospesi a causa degli ultimi sviluppi nel Paese. Anche il Giappone ha messo in pausa i suoi piani di estendere un prestito agevolato di 1,4 miliardi di dollari per un progetto ferroviario. Un funzionario della Japan International Cooperation Agency, che si occupa della coordinazione per lo sviluppo, ha comunicato che l’agenzia sta monitorando attentamente gli sviluppi politici in Sri Lanka.

Sia gli Stati Uniti sia l’Unione Europea, inoltre, hanno fatto pressioni sul presidente cingalese perché convochi immediatamente il Parlamento e lasci che i deputati decidano chi deve guidare il Paese. Sirisena aveva deciso di sospendere il Parlamento fino al 16 novembre, nel tentativo di raccogliere supporto alla nomina di Rajapakse.

Nonostante Wickremesinghe continui a risiedere nella residenza del premier, Rajapaksa ha preso il controllo dell’ufficio del primo ministro in seguito al suo giuramento. L’uomo ha dichiarato di desiderare la fine della “politica dell’odio” nel Paese e ha promesso che il suo governo lavorerà per la giustizia di tutti i cittadini. Wickremesinghe ha dichiarato che il suo partito porterà avanti una campagna pubblica perché venga convocato il Parlamento e a lui venga permesso di dimostrare di avere la maggioranza.

Il presidente Sirisena e il premier Wickremesinghe avevano unito le forze prima delle elezioni presidenziali del 2015, con l’obiettivo di battere l’ex presidente Mahinda Rajapakse, che aveva posto fine alla decennale guerra civile dello Sri Lanka contro i separatisti Tamil. Tuttavia, la relazione fra il presidente e il premier è peggiorata a causa di alcuni disaccordi in merito a questioni di politica economica e di amministrazione del governo. La tensione tra i due aveva raggiunto il culmine quando Sirisena aveva deciso di licenziare Wickremesinghe, nel tentativo di sostenere Rajapaksa, accusato di violazioni dei diritti umani e corruzione da parte dell’esercito nell’ambito della guerra civile contro i separatisti Tamil nel 2009.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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