Somalia: ex comandante di Al Shabaab concorrerà alla carica di presidente della regione sudoccidentale

Pubblicato il 4 novembre 2018 alle 12:06 in Africa Somalia

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Uno dei co-fondatori ed ex vice leader del gruppo Al Shabaab, Mukhtar Robow Abu Mansur, ha ricevuto il via libera per candidarsi in politica in Somalia, un anno dopo aver abbandonato gli insorgenti.

Mansur aveva annunciato la sua entrata in politica a ottobre 2018, ma a causa dei suoi precedenti il governo centrale glielo aveva vietato. Tuttavia, il presidente elettorale dell’amministrazione regionale del sud-ovest aveva deciso altrimenti, dichiarando che il candidato aveva il diritto di partecipare alla politica, in quanto cittadino della Somalia. A Mansur è stato quindi permesso di concorrere come presidente dello Stato sud-occidentale del Paese. Le elezioni si terranno verso la fine di novembre e l’ex comandante concorrerà contro l’attuale presidente, Sharif Hassan Sheikh Aden, e altri aspiranti alla carica.

Mansur era stato rimosso dalla lista dei terroristi a giugno 2017 e, contemporaneamente, era stata ritirata la taglia di 5 milioni di dollari sulla sua testa. Ad agosto dello stesso anno, l’uomo aveva disertato a favore del governo dopo alcuni giorni di lotta tra le sue milizie e Al Shabaab.

Al Shabaab, in arabo “la gioventù”, è una potente organizzazione politico-militare fondata in Somalia, nel 2006, e affiliata ad al-Qaeda. Fino al 2015, controllava gran parte del Paese, inclusa la capitale Mogadiscio. Negli ultimi anni, l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

Al-Shabaab colpisce frequentemente il vicino Kenya, soprattutto nelle zone di confine con la Somalia, mirando a esercitare pressione sul governo di Nairobi, affinché ritiri le proprie truppe dal territorio somalo. Dal 2011, il Kenya fa parte della missione dell’Unione Africana in Somalia, AMISOM, la quale tenta di difendere il governo di Mogadiscio dalla furia dei terroristi. La missione era stata stabilita nel 2007 con un mandato iniziale di 6 mesi, che è stato sempre prolungato nel corso degli anni. I Paesi africani che contribuiscono all’AMISOM sono Uganda, Kenya, Burundi, Somalia, Etiopia, Gibuti e Sierra Leone. Attualmente, 22.000 soldati dell’Unione Africana si trovano in Somalia, ma entro il 2020 è previsto il loro ritiro definitivo dal Paese del Corno d’Africa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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