Iran: manifestanti inneggiano “A morte l’America” alla vigilia delle sanzioni

Pubblicato il 4 novembre 2018 alle 18:54 in Iran USA e Canada

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Migliaia di manifestanti iraniani hanno inneggiato lo slogan “A morte l’America”, domenica 4 novembre, per celebrare l’anniversario della presa dell’ambasciata americana durante la rivoluzione islamica del 1979 e alla vigilia della reimposizione delle sanzioni statunitensi nel settore petrolifero.

I manifestanti iraniani, per lo più studenti, riunitisi, domenica 4 novembre, nella capitale Teheran, hanno manifestato e bruciato una bandiera americana, un’effigie dello Zio Sam (“Uncle Sam”) e alcune fotografie del presidente statunitense, Donald Trump, fuori dall’edificio che era stato l’ambasciata di Washington. Secondo quanto hanno reso noto i media statali, sarebbero stati milioni i partecipanti totali alla manifestazione nelle varie città e villaggi del Paese, i quali hanno altresì giurato fedeltà all’ordinamento dello Stato e al Leader Supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei.

La ricorrenza è celebrata ogni anno in ricordo del 4 novembre 1979, quando, poco dopo la caduta dello Scià appoggiato da Washington, alcuni studenti in protesta fecero irruzione nell’ambasciata americana e presero in ostaggio 52 cittadini statunitensi, segregandoli nella struttura per 444 giorni. Da quel momento in poi, i due Paesi sono sempre stati rivali. Nonostante i raduni avvengano annualmente, quest’anno la protesta è stata particolarmente infiammata e sentita dai cittadini iraniani che vi hanno preso parte, per via della decisione, presa da Trump a maggio, di reintrodurre le sanzioni contro Teheran, in seguito all’abbandono, da parte di Washington, dell’accordo sul nucleare, il Joint Comprehensive Plan Of Action (JCPOA), firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. La maggior parte delle sanzioni internazionali imposte sull’Iran erano state eliminate all’inizio del 2016, proprio in seguito a tale accordo.

Tra i vari eventi organizzati per le manifestazioni di domenica, un’esibizione ha previsto la proiezione di un cartone animato intitolato “Donald Salman”, un riferimento allo stretto legame che intercorre tra il presidente americano e il re saudita. L’Arabia Saudita è il principale rivale dell’Iran nella regione mediorientale.

Sempre domenica 4 novembre, l’esercito iraniano ha inoltre affermato che lunedì 5 novembre avvierà due giorni di esercitazioni militari via cielo, e ha assicurato ai cittadini che il Paese è in grado di neutralizzare ogni tipo di minaccia futura che dovesse profilarsi contro Teheran.

L’Ayatollah dell’Iran, Ali Khamenei, sabato 3 novembre aveva dichiarato che tutto il mondo si oppone alla decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di reimporre ulteriori sanzioni sul settore delle esportazioni di petrolio e quello finanziario iraniani. “Il mondo si oppone a tutte le decisioni di Trump” ha annunciato Khamenei durante un incontro con centinaia di studenti riportato dalla televisione di Stato iraniana. “L’obiettivo di Washington è quello di ristabilire nel Paese la dominazione che aveva prima del 1979, ma ha fallito. Gli Stati Uniti sono stati sconfitti dalla Repubblica Islamica negli ultimi 40 anni” ha aggiunto il leader religioso.

Lunedì 5 novembre, la Casa Bianca reintrodurrà una serie di sanzioni sulle vendite di petrolio, vitali per l’economia dell’Iran, e sul settore bancario, nel tentativo di costringere Teheran a sedersi al tavolo delle trattative per eliminare i programmi relativi all’energia nucleare e ai missili balistici, e per porre fine altresì al supporto ad alcuni gruppi e guerre per procura (“proxy war”) in diverse aree del Medio Oriente. Nonostante tale decisione, venerdì 2 novembre Trump aveva temporaneamente esentato 8 Paesi dal divieto di importare petrolio iraniano, per consentire un processo più graduale che non facesse impennare drasticamente i prezzi del petrolio.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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