Afghanistan: soldato americano ucciso da infiltrato

Pubblicato il 4 novembre 2018 alle 10:07 in Afghanistan Asia

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È stato ucciso un membro delle forze armate statunitensi, e un altro è rimasto ferito, in quello che sembra essere stato l’attacco di un infiltrato, avvenuto nella capitale afghana, Kabul.

A dare la notizia dell’aggressione, avvenuta nella giornata di sabato 3 novembre, è stata la Resolute Support, la missione della NATO operante in Afghanistan, la quale ha annunciato con un comunicato che, in base alle prime ricostruzioni, pare che l’aggressore omicida fosse un membro delle truppe governative, ossia le Forze di Difesa e Sicurezza Nazionali Afghane (ANSF). L’individuo, risulta inoltre, sarebbe poi stato immediatamente ucciso da altre unità del medesimo contingente militare. La NATO ha altresì avvertito che le indagini sono tuttora in corso per appurare ulteriori dettagli della vicenda, e ha reso noto che il secondo soldato americano ferito si trova ora in condizioni stabili. Non è stata invece rivelata l’identità della vittima.

L’attacco di sabato è il più recente di una serie di attacchi “green-on-blue”. Il termine inglese “green-on-blue” è stato coniato durante la guerra in Afghanistan, scoppiata il 7 ottobre 2001 e tuttora in corso, per designare un’aggressione portata avanti da soldati o poliziotti afghani contro le forze statunitensi della coalizione con la quale avrebbero dovuto cooperare e con cui erano alleati.

Precedentemente, lunedì 22 ottobre, nel distretto di Shindand, nella provincia occidentale di Herat, un soldato ceco membro della missione NATO Resolute Support era stato ucciso, e altri due erano stati feriti. I talebani avevano rivendicato la responsabilità dell’azione attraverso il loro portavoce, tuttavia in una dichiarazione della NATO si legge che “i report iniziali indicavano che l’attacco fosse stato commesso da un membro delle forze di sicurezza afgane”. Anche in quel caso, si sarebbe dunque trattato di un attacco interno, il terzo di questo tipo negli ultimi due mesi.

Prima ancora, giovedì 18 ottobre, un talebano, infiltrato tra le forze afgane nella provincia meridionale di Kandahar, aveva ucciso un importante comandante della polizia afgana, Abdul Raziq, e ferito un generale americano nonché principale comandante della NATO sul posto, il Generale Miller, che però ne era uscito incolume. L’aggressione era avvenuta contro un presidio governativo altamente fortificato situato nella città afghana di Kandahar, e aveva provocato la morte di almeno 3 persone, causando un repentino intervento delle autorità, le quali hanno dispiegato ulteriori forze di sicurezza nel sud del Paese. Abdul Raziq era uno degli uomini forti delle truppe governative nella battaglia contro il gruppo talebano.

Il Segretario alla Difesa americano, James Mattis, nel mese di settembre aveva annunciato che l’addestramento e il controllo accurato delle credenziali delle singole unità in seno alle truppe afghane sarebbe stato rafforzato per ridurre al minimo il pericolo di infiltrazioni nelle forze governative, e che la sicurezza sarebbe aumentata contestualmente.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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