Carovana di migranti intraprende azioni legali contro Trump

Pubblicato il 3 novembre 2018 alle 12:23 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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I migranti che stanno viaggiando nella carovana proveniente dall’America Centrale e diretta verso gli Stati Uniti stanno intraprendendo azioni legali per conto dei loro figli contro il leader della Casa Bianca, Donald Trump, e la sua decisione di trattenere i richiedenti asilo al confine.

I genitori di 6 minori, tutti attualmente in viaggio verso il territorio statunitense, passando per  il Messico, giovedì 1 novembre hanno querelato Trump, l’Immigration and Customs Enforcement (ICE), il Dipartimento di sicurezza interna (DHS), la Customs and Border Protection (CBP), l’US Citizenship and Immigration Services (USCIS), i funzionari di alto livello di tutte queste agenzie e il procuratore generale Jeff Sessions. L’azione legale accusa il presidente statunitense di abuso della legge e dei diritti costituzionali, e di impedire altresì alle persone provenienti dall’America Centrale di richiedere asilo negli Stati Uniti.

L’azione civile si basa sul Flores Agreement, un accordo giudiziario del 1997 che ordinava una serie di condizioni per la detenzione di minori e il loro trattamento durante la custodia da parte delle autorità dell’immigrazione. L’accordo, che è obbligatorio, richiede che le strutture ospitanti i minori siano autorizzate e forniscano bagni, acqua potabile, ventilazione e controllo adeguato della temperatura. Inoltre, tra le altre condizioni è previsto che i genitori possano entrare in contatto con i propri figli.

Durante una conferenza stampa tenutasi giovedì 1 novembre, Trump aveva dichiarato di aver ordinato alla sua amministrazione di ultimare una serie di piani che includono il potenziale rifiuto di accettare le richieste d’asilo se i migranti giungessero nel Paese non dai canali ufficiali. Il leader della Casa Bianca ha altresì sottolineato che Washington sta lavorando per costruire un campo di tende “enorme” dove saranno trattenuti i membri della carovana e, mentre le richieste d’asilo verranno processate, nessuno di loro verrà rilasciato. I gruppi per i diritti umani hanno criticato ampiamente la decisione del leader statunitense. Inoltre, l’impossibilità di ventilazione e di controllo della temperatura nei campi di tende e il fatto che, potenzialmente, saranno amministrate senza autorizzazioni, sono solo due delle problematiche citate dall’azione legale dei migranti.

Le dimensioni esatte della carovana non sono note, anche se il Messico, il 31 ottobre, ha comunicato che il gruppo che ha lasciato l’Honduras a metà ottobre è composto da un minimo di 2.800 persone a un massimo di 3.000. Altri gruppi, tuttavia, potrebbero essersi aggiunti in seguito. Il 29 ottobre, Trump aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero schierato più di 5.200 soldati al confine con il Messico. Il 31 ottobre, il presidente americano ha suggerito che tale numero potrebbe arrivare fino a 15.000 unità. “Penso che possa essere considerata un’invasione”, ha dichiarato Trump all’emittente statunitense ABC, concludendo che occorre avere “un muro umano alla frontiera” per bloccarla.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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