Brasile: Sergio Moro superministro della Giustizia

Pubblicato il 3 novembre 2018 alle 6:04 in Brasile

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il giudice più famoso in Brasile, Sérgio Moro, istruttore dei più grandi filoni di indagine del caso Lava Jato e responsabile delle inchieste sull’ex presidente Lula da Silva, poi condannato a 12 anni e 1 mese di reclusione, ha accettato il 1 novembre scorso l’invito del presidente eletto Jair Bolsonaro ad assumere il Ministero della Giustizia, cui sono stati incorporati poteri inediti in materia di sicurezza e anticorruzione.

“La prospettiva di dare corpo ad una forte agenda contro la corruzione e il crimine organizzato, nel rispetto della Costituzione, del diritto e della legge, mi ha portato a prendere questa decisione” – ha annunciato il magistrato giovedì 1 novembre in una nota resa pubblica dopo aver lasciato la casa di Bolsonaro, a Rio de Janeiro, dove ha avuto un incontro con il presidente eletto. “In pratica, accettare questo invito significa consolidare i progressi della lotta alla criminalità e alla corruzione compiuti negli ultimi anni e rimuovere i rischi di una battuta d’arresto per il bene superiore” – ha aggiunto.

L’ingresso Moro nel governo brasiliano segna una svolta nelle indagini della Lava Jato, la mani pulite brasilianaFinora, era stato il giudice che aveva diretto le indagini più importanti del più grande caso di corruzione della storia del Brasile e dell’intera America Latina, che ha rivelato nel 2014 l’esistenza di una grande trama di storno di fondi e di riciclaggio di denaro pubblico tramite la compagnia petrolifera statale Petrobras. Il caso, con molteplici ramificazioni, ha colpito praticamente l’intera classe politica del Brasile, tanto che gli ultimi due esecutivi, il secondo governo di Dilma Rousseff e quello di Michel Temer, sono stati fortemente condizionati dalle inchieste.

Il giudice Moro è stato associato in particolare ai filoni d’indagine che hanno coinvolto il Partito dei Lavoratori (PT), tanto da diventare il principale “eroe” dell’antipetismo, il sentimento di repulsione di gran parte della società brasiliana nei confronti della formazione di sinistra che ha governato il paese dal 2002 al 2016. L’antipetismo, rinforzato dalla condanna di Lula per corruzione e riciclaggio di denaro, è stato uno dei fattori determinanti dell’elezione di Jair Bolsonaro.

La decisione di Moro, apprezzata da ampi settori della società che hanno votato Bolsonaro proprio per le sue promesse di lotta alla corruzione, tuttavia, dà adito a coloro, in particolare il PT, che ritengono le sue indagini un’operazione politica contro il partito e non un’inchiesta imparziale. Gleisi Hoffmann, presidente del Partito dei Lavoratori, ha affermato che l’ingresso di Moro nel governo di Bolsonaro smaschera “la truffa del secolo”. 

Le indagini dell’operazione Lava Jato passano ora a Gabriela Hardt, sostituta di Moro alla procura di Curitiba, prima di essere riassegnate, secondo la norma, al giudice istruttore con più anzianità.

Sérgio Moro unisce al portafoglio della Giustizia, la segreteria di stato alla Trasparenza e alla Lotta alla Corruzione, gli Affari Interni e la guida del Consiglio per il Controllo delle Attività Finanziarie. È il secondo “superministro” di Bolsonaro, dopo Paulo Guedes cui sono stati affidati i portafogli di Economia, Finanze, Commercio Estero, Sviluppo e Pianificazione economica. Moro e Guedes affiancano gli altri due ministri finora nominati da Bolsonaro, l’ex astronauta Marcos Pontes alle Scienze e il deputato democratico Onyx Lorenzoni cui è stato affidato il Ministero della Casa Civile, il più importante del sistema politico brasiliano, poiché raggruppa funzioni simili a quelle di un primo ministro nei sistemi semi-presidenziali.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.