Riaperto traffico aereo tra Atene e Skopje, facilitato dal cambio del nome dell’aeroporto

Pubblicato il 2 novembre 2018 alle 9:05 in Grecia Macedonia

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Dopo un’interruzione durata 12 anni, la Grecia e la Macedonia hanno rilanciato il traffico aereo tra Atene e Skopje, mentre i governi di entrambi i Paesi lavorano per raggiungere la ratifica dell’Accordo di Prespa, fortemente contrapposto dalle opposizioni nazionaliste.

La rotta, che durerà circa un’ora, sarà operata dalla Aegean Airlines, la più grande compagnia aerea greca, che coprirà questa tratta due volte a settimana. L’annuncio è avvenuto giovedì 1 novembre ad Atene, e vi ha preso parte Bujar Osmani, il vice Primo Ministro macedone, responsabile dell’integrazione Europea. Osmani, che ha raggiunto la capitale ellenica in macchina, ha dichiarato: “La Grecia sarà il nostro più stretto alleato”, ed ha definito il ristabilimento del collegamento aereo un “nuovo partenariato strategico nella regione”.

Il traffico aereo sulla tratta Atene-Skopje era stato interrotto dalla Aegean Airlines dopo che la Macedonia ha cambiato il nome del suo principale aeroporto in “Skopje Alessandro Magno”, creando risentimenti nella Grecia, orgogliosa dei suoi legami con il fondatore dell’Impero Macedone, nato a Pella, antica città Grecia, che tuttora costituisce un’unità periferica dello stato ellenico, più precisamente, è una delle sette unità periferiche di cui è composta la regione greca della Macedonia Centrale.

L’identità del nome dell’ex Repubblica Jugoslava e una delle principali regioni elleniche è stata alla base di una decennale disputa tra i due paesi. Atene ritiene che il nome del suo vicino settentrionale possa rappresentare una rivendicazione sul suo territorio, nonché un’appropriazione del patrimonio Greco. A causa di questa disputa, la Grecia ha posto per anni il veto sull’ingresso di Skopje nella NATO e nell’UE.

Per cercare di porre fine a questa controversia, i Primi Ministri dei due Paesi, Alexis Tsipras e Zoran Zaev, hanno firmato, il 17 giugno, un accordo secondo il quale, in cambio della decisione della Macedonia di cambiare il suo nome in “Repubblica della Macedonia del Nord”, la Grecia ha acconsentito di sollevare il veto sul suo ingresso nella NATO e nell’Unione Europea. Tuttavia, l’accordo deve essere ancora ratificato, obiettivo non semplice da raggiungere, a causa dell’opposizione dei nazionalisti, sia macedoni che greci. I primi si oppongono alla ratifica per una quesitone di identità nazionale, e ne è una prova il fallimento del referendum del 30 settembre. I secondi, invece, si contrappongono ad ogni tipo di compromesso che faccia sì che nome dell’ex repubblica Iugoslava contenga il termine Macedonia. Nel governo di Atene, “la prima grande vittima politica della Grecia nel percorso per porre fine ad una disputa decennale con la Macedonia” è l’ex ministro degli Esteri Nikos Kotzias, il responsabile delle negoziazioni del trattato, che ha rassegnato le sue dimissioni, mercoledì 17 ottobre, per via di una spaccatura, all’interno del Governo, riguardo questo accordo.

Molto più semplice, invece, è stato il cambio del nome dell’aeroporto, ad opera dell’amministrazione di Zaev, che a gennaio lo ha ribattezzato “International Airport of Skopje”, contribuendo a snellire i negoziati che hanno provato all’approvazione dell’accordo di Prespa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

 

di Redazione

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