IOM: 56.800 migranti morti o dispersi dal 2014 al primo ottobre 2018

Pubblicato il 2 novembre 2018 alle 14:36 in Africa Europa Immigrazione

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Almeno 56.800 migranti sono mortio sono risultati dispersi dal 2014 al primo ottobre 2018, secondo quanto stimato dall’Organizzazione Internazionale per l’Immigrazione (IOM) nell’ambito di un’indagine condotta dall’agenzia stampa Associated Press. Nello specifico, è stato stimato che, in quel periodo, 28.500 del totale stranieri deceduti o dispersi era diretto in Europa.

L’indagine riferisce che, oltre ai flussi che cercano di raggiungere il continente europeo, circa 16 milioni di persone stanno migrando all’interno dell’Africa. Dal 2014 a oggi, sono almeno 18.400 i cittadini africani che sono morti nel corso dei viaggi per raggiungere altri Paesi del continente. Di tale cifra fanno parte anche 4.300 corpi non identificati che sono stati rivenuti nell’Africa del Sud, nella provincia di Gauteng. Secondo l’indagine, il Sudafrica attrae il numero di migranti maggiore di tutta l’Africa, dal momento che possiede un’economia stabile e prosperosa.

Con particolare riferimento all’Europa, l’IOM ha reso noto che, dal primo gennaio al 28 ottobre 2018, sono sbarcati in Europa complessivamente 97.857 migranti, la maggior parte dei quali è giunta in Spagna, dove sono stati accolti 47.433 stranieri, pari al 48% del totale degli arrivi dall’inizio dell’anno. Madrid è seguita dalla Grecia con 26.679 arrivi, dall’Italia con 22.027 sbarchi, da Malta con 989 entrate e da Cipro con 729 arrivi.

Per il quarto mese consecutivo, la rotta del Mediterraneo occidentale, che collega il Nord Africa alla Spagna, al contrario di quella centrale, ha registrato più della metà delle intercettazioni di migranti irregolari di quelle contate complessivamente in Europa. Dall’inizio dell’anno, invece, il numero dei decessi in mare è pari a 1987, una cifra molto inferiore rispetto ai 2.844 morti contati nei primi 10 mesi del 2017.

Dall’inizio del 2018, tuttavia, le morti lungo la rotta del Mediterraneo Occidentale, che collega Marocco e Algeria alla Spagna, sono raddoppiate rispetto al 2017. L’Andalusian Association for Human Rights ha documentato il decesso di oltre 6.000 persone lungo quella rotta, a partire dal 1997. Secondo Laczko, il crescente numero di morti a partire dal 2018 è legato all’aumento dei tentativi di traversata dal Nord Africa alla Spagna, rispetto agli ultimi cinque anni. Delle 547 scomparse registrate dall’inizio dell’anno in tale tratta, oltre la metà sono accadute nel corso di 7 naufragi. Tra il 2014 e il 2017, invece, sono stati registrati soltanto 2 o meno incidenti del genere ogni anno. L’IOM riferisce altresì che alla cifra registrata dall’inizio del 2018, dovrebbero essere aggiunti diversi altri migranti di cui sono state perse le tracce. Tale conclusione è stata dedotta dal fatto che i resti di oltre 60 persone sono stati rinvenuti sulle spiagge spagnole, marocchine e algerine, che non sono stati associati ad alcun naufragio di quelli appurati dall’organizzazione. Inoltre, le organizzazioni non governative operanti in Spagna e in Marocco hanno ricevuto molte segnalazioni da parte di familiari che denunciavano la comparsa di un parente, la cui morte non è mai stata confermata nei naufragi accaduti.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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