Hamas sospende le proteste al confine tra Israele e Gaza

Pubblicato il 2 novembre 2018 alle 9:54 in Israele Palestina

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I leader delle proteste di Gaza hanno accettato di sospendere le manifestazioni al confine con Israele per avere la possibilità di raggiungere una tregua a lungo termine, dopo mesi di violenti disordini, secondo una fonte del comitato organizzatore palestinese. Un funzionario del movimento islamista ha altresì riferito al giornale israeliano, Haaretz, che i gruppi della Striscia di Gaza hanno accettato di impedire ai manifestanti di bruciare pneumatici, lanciare bombe incendiarie e avvicinarsi al confine.

Tali decisioni sono giunte in seguito ad una conferenza tenuta prima delle proteste di venerdì 26 ottobre, quando le fazioni di Hamas, Jihad islamica, Fronte popolare e molti altri hanno accettato di sospendere le offensive alla luce dei colloqui mediati dall’Egitto. Il provvedimento segue inoltre la decisione israeliana di espandere la zona di pesca consentita al largo della costa di Gaza e trasferire fondi dal Qatar alla Striscia.

Diversi funzionari egiziani e delle Nazioni Unite sono stati impegnati in colloqui indiretti tra Israele e Hamas, il movimento islamista che gestisce la Striscia di Gaza. A conferma di ciò, una delegazione egiziana si è recata a Gaza giovedì 1 novembre per ulteriori discussioni. “Gli eventi di venerdì saranno tranquilli” ha dichiarato un funzionario della commissione incaricata di organizzare le marce di protesta, giovedì 1 novembre all’AFP, a condizione di rimanere anonimo. Lo stesso funzionario ha poi aggiunto che l’accordo volto ad allentare le tensioni al confine “fornirà unopportunità di successo agli sforzi egiziani finalizzati a raggiungere la calma e sollevare l’assedio”.

A ciò è importante aggiungere che le proteste continueranno anche se i manifestanti sono stati incoraggiati a non avvicinarsi troppo alla recinzione, a non bruciare pneumatici o inviare palloni dotati di dispositivi incendiari oltre confine. Ne consegue che nonostante gli sforzi per raggiungere una tregua, la pace sembra lontana. Non a caso, altri 7 palestinesi sono morti durante gli scontri avvenuti lungo il confine lo scorso venerdì 26 ottobre. Ore dopo, la Jihad islamica, un gruppo militante alleato di Hamas, ha sparato dozzine di missili contro Israele, che ha risposto con estesi attacchi aerei. Come se non bastasse, in una dichiarazione rilasciata dopo l’incontro del 1 novembre tra i leader di Gaza, Hamas e la Jihad islamica hanno, allo stesso tempo, ribadito che le marce continueranno e lodato gli sforzi egiziani e delle Nazioni Unite per negoziare un accordo.

Dallinizio delle proteste il 30 marzo, almeno 218 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano.

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Alice Bellante

di Redazione

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