Omicidio Khashoggi: la Francia non esclude sanzioni all’Arabia Saudita

Pubblicato il 1 novembre 2018 alle 8:34 in Arabia Saudita Francia

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, non esclude sanzioni economiche nei confronti dell’Arabia Saudita, qualora le autorità del Paese vengano ritenute coinvolte nell’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi, scrittore e giornalista saudita, scomparso dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul il 2 ottobre.

Dopo aver dichiarato che la morte del giornalista Jamal Khashoggi era avvenuta all’interno del proprio consolato, in seguito ad una lite scoppiata dentro l’edificio, l’Arabia Saudita ha poi modificato la sua versione dell’accaduto, contraddicendo le spiegazioni precedenti. Secondo la più recente versione, il governo saudita voleva convincere Khashoggi a tornare in patria e, per questa ragione, il vice-presidente dell’Intelligence saudita, Ahmed al-Asiri, aveva assemblato un gruppo di 15 persone, inviandolo a Istanbul per incontrare il giornalista e convincerlo a tornare nel Paese. In seguito a questo comportamento altalenante, Le Drian ha pubblicamente detto che “verranno prese le misure necessarie contro i responsabili”, e ha aggiunto che non è esclusa alcuna sanzione contro l’Arabia Saudita, uno dei principali acquirente di armamenti francesi, prodotti di lusso ed altre esportazioni.

La reazione francese, rispetto a quella tedesca, è stata relativamente prudente fino ad oggi, dal momento che Parigi sta cercando di mantenere la sua influenza su Riad di proteggere i rapporti commerciali in vari settori quali energia, finanza ed armi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha recentemente espresso profonda indignazione durante una conversazione telefonica con il sovrano saudita re Salman, nella quale il capo di Stato avrebbe chiesto al re che le circostanze intorno alla morte di Khashoggi fossero pienamente rivelate. Tale indignazione non si sarebbe però tradotta, secondo Macron, in sanzioni internazionali da parte della Francia e dei suoi partner internazionali contro i colpevoli.

Il presidente francese aveva considerato “demagogiche” le richieste di diversi Paesi europei, tra cui la Germania, di sospendere la vendite di armi all’Arabia Saudita a seguito dell’omicidio del giornalista. “Qual è il legame tra la vendita di armi e l’omicidio di Khashoggi? Comprendo il collegamento con ciò che sta accadendo in Yemen, ma non c’è alcun legame con il signor Khashoggi”, ha affermato Macron in una conferenza stampa in Slovacchia. Il Parlamento europeo ha recentemente adottato quasi all’unanimità una risoluzione, non legislativa e non vincolante, che condanna l’omicidio di Khashoggi e che invita il Consiglio a raggiungere una posizione comune per imporre, a livello dell’UE, un embargo sulle armi nei confronti dell’Arabia Saudita. Quello che si chiede, in particolare, è un embargo sull’esportazione di sistemi di sorveglianza e di altri prodotti a duplice uso suscettibili di essere utilizzati nel Paese a fini repressivi.

L’Arabia Saudita è la ventisettesima economia per livello di esportazioni nel mondo e la trentaduesima per il livello di importazioni, con un totale di 163 miliardi di dollari in export e 131 miliardi in import. Le esportazioni in Arabia Saudita da parte della Francia hanno raggiunto una media di 283,59 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2014 e il 2017, toccando il massimo storico di 614 milioni di euro nel dicembre del 2016. I settori più rilevanti sono stati, nel 2017, aerei (2,7 miliardi di dollari) apparecchiature elettriche ed elettroniche (500,14 milioni di dollari), macchinari e reattori nucleari (484 milioni di dollari) e prodotti farmaceutici (369 milioni di dollari).

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di Redazione

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