Australia: ai bambini migranti non verrà permesso di risiedervi in modo permanente

Pubblicato il 1 novembre 2018 alle 15:02 in Australia Immigrazione

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I bambini rifugiati detenuti in centri di detenzione sull’isola di Nauru verranno trasferiti in Australia, ma non verrà permesso loro di risiedervi in modo permanente, secondo quanto comunicato dal Ministro degli Interni del Paese, Peter Sutton, giovedì 1 novembre.

La dichiarazione di Sutton è giunta dopo che il primo ministro australiano, Scott Morrison, aveva confermato che il suo governo sta “silenziosamente” lavorando per rimuovere i 38 bambini migranti che si trovano ancora nell’isola di Nauru, dove erano stati inviati in base alle politiche di immigrazione dell’Australia. Canberra aveva riaperto una serie di centri di detenzione al di fuori del suo territorio nel 2012, dopo un aumento del numero di richiedenti asilo che cercava di arrivare nel Paese via mare. Il governo australiano ha definito la sua politica un successo, dato che gli arrivi in barca sono drasticamente diminuiti, ma gli attivisti per i diritti umani hanno dichiarato che centinaia di rifugiati e i loro figli sono rimasti traumatizzati da tali ordini.

“La nostra politica non è cambiata, siamo stati molto chiari dicendo che non vogliamo che riprendono gli arrivi in barca. Queste persone non rimarranno qui in modo permanente” ha sottolineato Sutton durante un’intervista. Secondo Al Jazeera, infatti, il governo continuerà a inviare chiunque cerchi di arrivare nel Paese in barca nei centri di detenzione sulle isole del Pacifico.

Negli ultimi mesi, tuttavia, è aumentata la pressione sul governo australiano per permettere ai rifugiati di trasferirsi in Australia o in Nuova Zelanda ma, giovedì 1 novembre, Sutton ha ripetuto che il Paese non ha intenzione di offrire agli immigrati una residenza permanente. “Il nostro desiderio è rimuovere le persone da Manus e Nauru, facendoli tornare nei loro Paesi d’origine. Siamo stati molto chiari sul fatto che non vogliamo che queste persone abitino in Australia e vogliamo che i trafficanti di persone ricevano questo messaggio forte e chiaro” ha aggiunto il ministro.

Il diplomatico di alto livello australiano presso il Regno Unito, l’alto commissario George Brandis, ha dichiarato, durante una intervista radiofonica, che il governo prevede che i bambini che si trovano ancora sull’isola saranno trasferiti entro Natale. I gruppi per i diritti umani hanno accolto con favore questa decisione, sottolineando tuttavia che il trasferimento deve essere immediato, poiché temono che tale operazioni possa non avvenire o dilungarsi nel tempo. Jana Favero, un’attivista per i diritti umani, ha spiegato che 15 bambini presenti sull’isola hanno bisogno urgente di cure mediche, 5 dei quali hanno altresì tentato il suicidio o hanno pensieri suicidi. Ci sono anche alcuni adolescenti che hanno tentato di farsi del male.

Da agosto, inoltre, più di 30 organizzazioni non governative avevano lanciato una campagna per chiedere al governo australiano di trasferire i bambini che ancora si trovavano a Nauru entro il 20 novembre. Dall’inizio di tale movimento, Canberra ha trasferito a scaglioni alcuni minori e, nell’ultima settimana di ottobre, 41 famiglie sono state portate via dall’isola. Secondo la Favero, ciò è stato possibile grazie a un ordine del tribunale o all’intervento legale, ma non perché il governo ha cambiato idea. La donna ha dichiarato che, al momento, passare attraverso un tribunale è l’unico modo per portare i bambini che necessitano cure mediche via da Nauru.

Nel 2016, gli Stati Uniti avevano accettato di accogliere 1.250 rifugiati provenienti da Nauru e Papua Nuova Guinea, ma dopo più di due anni, solo 439 persone sono state accolte su territorio statunitense. La Nuova Zelanda si era già offerta di accogliere alcuni rifugiati, ma l’Australia aveva declinato la proposta, temendo che ciò avrebbe permesso ai richiedenti asilo di entrare nel Paese attraverso “la porta di servizio”, dato che i neozelandesi hanno il permesso di vivere e lavorare su territorio australiano per tutto il tempo che desiderano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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