Afghanistan: talebani nominano 5 ex comandanti per ufficio politico in Qatar

Pubblicato il 1 novembre 2018 alle 12:26 in Afghanistan Qatar

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I talebani hanno designato come membri del loro ufficio politico in Qatar, dove sono in corso le trattative per porre fine al conflitto afgano, 5 ex comandanti che hanno passato più di 10 anni nella prigione di Guantanamo.

I 5 funzionari sono Mohammad Fazl, Mohammed Nabi, Khairullah Khairkhwa, Abdul Haq Wasiq e Noorullah Noori ed erano stati trattenuti nel carcere statunitense per 12 anni prima di essere rilasciati nel 2012, in seguito a uno scambio di prigionieri durante il quale gli Stati Uniti avevano riaccolto in patria il soldato Bowe Bergdahl.

Dopo il loro rilascio, gli uomini erano stati trasferiti in Qatar, ma non erano mai stati coinvolti direttamente in attività politiche, secondo quanto ha dichiarato, mercoledì 31 ottobre, il portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid. L’ufficio dei talebani a Doha era stato aperto nel 2013, su richiesta degli Stati Uniti, per facilitare le trattative di pace.

Un funzionario talebano in Qatar ha dichiarato che, in passato, agli ex comandanti erano stati richiesti consigli e opinioni, ma non avevano mai avuto contatti con l’ufficio politico. Secondo i membri del gruppo, la loro nomina aiuterà a rafforzare il loro team politico. La nomina dei 5 comandanti è avvenuta in seguito al rilascio, da parte del Pakistan, del Mullah Abdul Ghani Baradar, un’importante figura talebana che era stata arrestata in seguito a un raid congiunto di Stati Uniti e Pakistan nel 2010.

Alcuni osservatori hanno descritto la mossa come un buon segno, simbolo di un rinnovato interesse per portare la pace in Afghanistan. Un diplomatico occidentale d’istanza a Kabul ha espresso un cauto ottimismo, affermando che sembra che i talebani si stiano “preparando per qualcosa”. Secondo il New York Times, il ritorno dei 5 comandanti potrebbe essere un tentativo di bilanciare l’influenza di Sarajuddin Haqqani, l’erede della rete di militanti, che è dietro alcuni dei più brutali attacchi durante la guerra.

Il gruppo diplomatico talebano in Qatar si trova attualmente al centro degli sforzi statunitensi volti a dare il via al processo di pace per l’Afghanistan. Gli ultimi sviluppi sono l’esito di due round di incontri tra i talebani e alcuni diplomatici statunitensi di alto livello, dopo che l’amministrazione Trump ha ordinato contatti diretti fra le due parti, così da velocizzare le trattative di pace. L’inviato speciale del Qatar per la mediazione volta alla risoluzione del conflitto, Majed al-Qahtani, ha elogiato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per aver deciso di intraprendere trattative dirette con i talebani, dichiarando che nessuna soluzione militare potrà portare pace e stabilità in Afghanistan.

Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Diciassette anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afgani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. L’obiettivo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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