Presidente del Kenya: “Non cerco un terzo mandato presidenziale”

Pubblicato il 31 ottobre 2018 alle 19:21 in Africa Kenya

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Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha reso noto di non voler ottenere il terzo mandato presidenziale. In un’intervista rilasciata all’emittente americana CNN, il leader keniota ha respinto le indiscrezioni riguardanti la sua volontà di emendare la Costituzione del Paese africano per eliminare il limite a due mandati presidenziali, in modo da rimanere ancora al potere. “Si parla di cambiamenti costituzionali, ma non perché c’è il desiderio di ottenere un terzo mandato”, ha riferito Kenyatta al giornalista, spiegando che, al contrario, eventuali modifiche andrebbero a ridurre le spese governative.

Nell’estate del 2017, in seguito alle votazioni dell’8 agosto, avvenute in un clima di scontri popolari, Kenyatta era stato proclamato presidente del Kenya, vincendo con il 54,8% dei voti, contro il rivale Raila Odinga, che aveva invece ottenuto il 44,93% dei consensi. Il giorno seguente, l’oppositore aveva riferito che i sistemi elettronici della commissione elettorale erano stati hackerati, dichiarando che le elezioni era state truccate per favorire il processo democratico. Successivamente, almeno 5 persone sono poi morte nel corso degli scontri che hanno invaso il Paese. Due cittadini sono stati uccisi a Nairobi, mentre un altro è morto a South Mugirango, a circa 300 chilometri dalla capitale, nel corso delle colluttazioni con le forze di polizia.

Secondo quanto riportato dall’Unione Africana (AU) e dalla East African Community Observer Mission in Kenya, le elezioni si erano svolte correttamente, poiché non si era verificato alcun hackeraggio. Il primo settembre 2017, tuttavia, la Corte Suprema kenyota ha annullato i risultati, chiamando nuovamente i cittadini alle urne per il 26 ottobre 2017. Di conseguenza, le proteste sono aumentate, raggiungendo il picco i primi di ottobre, quando Odinga ha ritirato la propria candidatura, chiedendo una riforma del comitato elettorale. Le seconde votazioni del 26 ottobre, caratterizzate da scontri e violenze, tuttavia, hanno confermato nuovamente Kenyatta come presidente del Kenya, con il 98,2% dei voti.

Le elezioni passate in Kenya sono sempre state caratterizzate dalla violenza. Nel 2008, 1,100 persone persero la vita, mentre altre 650,000 furono costrette ad abbandonare le proprie case. Da quando nel 2010 è stata adottata una nuova costituzione, il Kenya ha intrapreso una trasformazione politica significativa, che ha visto la creazione di un sistema democratico più stabile. Nonostante ciò, l’amministrazione di Kenyatta, in carica dal 26 marzo 2013, ha continuato ad affrontare diverse sfide importanti, come la lotta alla corruzione, lo sviluppo dell’economia locale, e il miglioramento della sicurezza nazionale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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