L’Austria respingerà il Global Compact sull’immigrazione

Pubblicato il 31 ottobre 2018 alle 18:29 in Austria Immigrazione

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L’Austria ha reso noto che respingerà il Global Compact per l’immigrazione sicura e regolare, approvato nel mese di luglio da tutti i membri delle Nazioni Unite, eccetto gli Stati Uniti e l’Ungheria.

La notizia è stata annunciata dal cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, esponente conservatore e particolarmente rigido nei confronti delle politiche migratorie, che governa in coalizione con il partito di estrema destra Freedom Party. “Abbiamo deciso che non ci uniremo al patto”, ha affermato Kurz in diretta radiofonica, aggiungendo che l’Austria si asterrà dal voto in seno all’Assemblea Generale. A suo avviso, tale patto andrebbe a restringere la sovranità nazionale di Vienna.

Il Global Compact for Migration è un accordo intergovernativo elaborato dalle Nazioni Unite nell’aprile 2017 per regolare le migrazioni internazionali. L’iniziativa costituisce un’opportunità significativa per migliorare la gestione del fenomeno migratorio, per affrontare le nuove sfide e per rafforzare il contributo fornito dai migranti allo sviluppo sostenibile.

È previsto che nel dicembre 2018 l’Assemblea Generale dell’Onu tenga una conferenza intergovernativa sull’immigrazione per discutere sull’adozione del Global Compact. Ad avviso dell’Unicef, la firma di tale patto costituirà un momento molto importante, in quanto gioverà ai bambini migranti di tutto il mondo. A fine di rendere l’iniziativa efficace, l’organizzazione umanitaria ha esortato tutti gli Stati a rispettare i diritti dei minori e a proteggere gli individui più vulnerabili.

Nel 2015, quando Kurz era ministro degli Esteri, criticò duramente la decisione della cancelliera tedesca, Angela Merkel, in merito all’apertura delle frontiere della Germania a oltre un milione di migranti e sfollati. Di stampo conservatore, Kurz è il leader del Partito Popolare Austriaco dal 15 maggio 2017, e dal 18 dicembre 2017 è stato nominato cancelliere federale dell’Austria in coalizione con il Partito della Libertà, di estrema destra. Da quando è ha assunto la guida del Paese, Kurz si è schierato con i vicini Paesi dell’Europa centrale, quali l’Ungheria e la Repubblica Ceca, che hanno adottato una linea di dura opposizione all’accoglienza dei rifugiati nei Paesi membri dell’Unione Europea, e ha preso le distanze dalla linea tedesca e dalle proposte presentate dalla Germania in merito alla ripartizione dei richiedenti asilo.

A suo avviso, obbligare gli Stati ad accettare rifugiati non porterà l’Europa lontano. Invece di continuare a tentare la strada di quella che secondo Kurz si è rivelata “una linea politica fallimentare”, il cancelliere austriaco ha fatto appello all’Europa affinché si aiutino i migranti, “forse militarmente”, direttamente nei loro Paesi d’origine o negli Stati a essi confinanti. Qualora ciò non fosse possibile, Kurz ha proposto di aiutarli in zone protette all’interno dei loro continenti. L’Unione Europa dovrebbe, secondo lui, incoraggiare tale sistema, se non addirittura organizzarlo concretamente e spalleggiarlo militarmente.

L’Austria ha assunto, per la terza volta nella sua storia, la presidenza del Consiglio Europeo il primo luglio, succedendo alla presidenza bulgara, e la manterrà fino al 31 dicembre 2018. Le precedenti risalgono al 1998 ed al 2006. Successivamente la presidenza sarà assunta dalla Romania per il periodo da gennaio a giugno 2019.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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