Sud Sudan: leader di ribelli torna in patria

Pubblicato il 30 ottobre 2018 alle 19:14 in Africa Sud Sudan

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Il leader dei ribelli del Sud Sudan, Riek Machar, tornerà a Juba per celebrare l’accordo di pace firmato con il governo sud sudanese il 12 settembre scorso, ad Addis Abeba. Si tratta del suo primo rientro nel Paese da quando lo ha lasciato due anni fa, in seguito al collasso del patto di pace precedente. L’ufficio di Machar ha reso noto che il leader avrebbe partecipato alle celebrazioni insieme al presidente Salva Kiir.

L’accordo, mediato dal Sudan, prevede che Machar ricopra nuovamente il ruolo di vice-presidente. La notizia è stata accolta positivamente dal capo della missione dell’Onu in Sud Sudan, David Shearer, il quale ha riferito che si tratta di un importante passo verso la pace. Allo stesso modo, gli USA la Gran Bretagna e la Norvegia hanno emesso un comunicato in cui hanno riferito di sperare che il dialogo rimanga aperto anche per coloro che non hanno preso parte all’accordo.

Kirr e Machar avevano firmato un cessate il fuoco il 5 agosto scorso, concludendo anche un accordo per la condivisione del potere. Tuttavia, il 28 agosto, Machar e i capi di altri gruppi si erano rifiutati di firmare l’ultima parte dell’accordo, asserendo che le dispute sulla divisione del potere e sull’adozione di una nuova Costituzione non erano state gestite in modo efficiente. “Questo è uno sviluppo spiacevole che non rifletterebbe bene l’imparzialità dei mediatori e metterebbe in dubbio l’intero processo”, avevano riferito i ribelli in un comunicato.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, avendo ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli a Kiir, hanno avviato scontri con quelli di etnia nuer, guidati da Machar, e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due leader erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan, in seguito alla rivalità per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM). Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Per evitare di essere assassinato, Machar, che aveva riunito introno a sé una parte dell’esercito a lui fedele, era stato costretto a fuggire in Sudafrica.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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