L’Armenia contesa da Mosca e Washington

Pubblicato il 30 ottobre 2018 alle 15:31 in Armenia Russia

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“Abbandonate il vostro cliché storico delle relazioni internazionali” – con queste parole John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale statunitense in visita a Erevan, ha incitato l’Armenia a rompere la stretta relazione che lega la repubblica transcaucasica a Mosca, scatenando l’ira della Russia. 

Il Ministero degli Esteri di Mosca ha definito “impudenti” le dichiarazioni di Bolton e le ha paragonate al recente intervento dell’ambasciatore Mills che ha ammesso il sostegno di Washington a determinati gruppi di pressione in Armenia per 26 miliardi di dollari per “finanziare il rafforzamento della società civile e dei mass media”. “Quando si pensava di aver raggiunto il massimo dell’ingerenza negli affari di un altro paese – si legge nella nota della diplomazia russa – ecco un’intervento ancora più impudente”. 

Bolton ha inoltre affermato che si aspetta dal premier armeno Pashinyan passi concreti per la risoluzione del conflitto nel Nagorno-Karabach dopo le elezioni parlamentari. “Senza dimenticare di pubblicizzare le armi statunitensi che all’Armenia conviene acquistare al posto di quelle russe”- sottolinea la nota del Ministero degli Esteri russo.

Il leader del Partito Repubblicano Armeno, Vahram Baghdasaryan, commentando la dichiarazione di Bolton, ha detto che Erevan non ha alcun “cliché storico, ma valori nazionali il cui rifiuto è inaccettabile”. Il leader del partito di maggioranza a Erevan ha anche consigliato ai rappresentanti del gruppo di Minsk dell’OSCE di astenersi dal “fomentare l’interesse verso gli armamenti” poiché questo equivale a spingere la regione verso una nuova guerra.

Sia i governi del Partito Repubblicano Armeno, che quello sorto dalla rivoluzione di velluto dello scorso aprile e guidato dal leader oppositore Nikol Pashinyan, hanno sottolineato in più occasioni la necessità dell’Armenia di mantenere buone relazioni sia con la Russia che con l’Occidente. Erevan da un lato è il miglior alleato di Mosca nella regione, con due basi russe sul suo territorio, dall’altro conduce una politica estera di vicinanza all’Occidente, con ottime relazioni con Stati Uniti, Francia e Italia. L’ex ministro degli esteri, Eduard Nalbandian, nel momento più alto dello scontro tra Mosca e Washington lanciò un appello in cui disse “non costringeteci a scegliere”.

Il 9 dicembre prossimo gli armeni sono chiamati alle urne per il rinnovo del parlamento.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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