La Polonia richiede il “Fort Trump” contro la minaccia Russa, ma prima delle elezioni

Pubblicato il 30 ottobre 2018 alle 11:30 in Polonia USA e Canada

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Il Governo polacco, la cui maggioranza è detenuta dal partito nazionalista Diritto e Giustizia (PiS), vuole aumentare la presenza di truppe statunitensi sul suo territorio, istituendo una base militare permanente, prima delle prossime elezioni generali, previste per novembre 2019. A riferirlo è Pawel Soloch, il capo dell’ufficio per la sicurezza nazionale, che ha parlato dell’importanza di una “più ampia presenza americana nel Paese”, aggiungendo però che “anche il calendario elettorale è in gioco”.

Tale incremento è stato definito come essenziale per scongiurare la minaccia posta dalla Russia. Assicurare la presenza di una base americana permanente all’interno del Paese sarebbe di grande aiuto a Diritto e Giustizia. Secondo alcuni analisti, ciò aiuterebbe il partito a dimostrare ai suoi elettori di essersi mobilitato per proteggere la Polonia dalla minaccia russa percepita dai cittadini. Questa mossa potrebbe dunque permettere a PiS di conquistare una buona maggioranza alle elezioni generali di novembre 2019, dopo la vittoria più ristretta che ha ottenuto alle elezioni amministrative di domenica 21 ottobre. Con il 32.3% dei voti PiS ha registrato una performance peggiore rispetto a quella delle elezioni parlamentari del 25 ottobre 2015, in cui era arrivato al 37,6% dei consensi, ma migliore di quella delle elezioni locali del 2014, in cui il partito aveva raggiunto il 26,9%, secondo i dati riferiti da Politico. Tra i dati più rilevanti di queste elezioni amministrative vi è la sconfitta di Diritto e Giustizia nella capitale Varsavia, dove Rafał Trzaskowski, il candidato di Piattaforma Civica, ha ottenuto il 54.1% dei consensi, superando Patryk Jaki membro del partito Polonia Solidale e appoggiato da Diritto e Giustizia.

Martedì 18 settembre, i Presidenti dei due Paesi, Donald Trump e Andrzej Duda, durante un incontro alla Casa Bianca, hanno discusso della richiesta polacca di istituire una base militare permanente nel suo territorio, composta da truppe NATO e USA. Duda aveva spiegato che la base militare, che si è offerto di chiamare “Fort Trump”, sarebbe un baluardo contro la minaccia costituita dalla Russia. Il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che avrebbe valutato tale richiesta, riferendo di condivide le preoccupazioni di Varsavia riguardo una possibile aggressione russa.

Il segretario della Difesa americano, Jim Mattis, aveva sottolineato in quell’occasione la grande quantità di dettagli da definire prima di arrivare ad una conclusione. “Non si tratta solo di una base. Bisogna pensare anche ai di campi di addestramento, alle strutture di manutenzione, e a questo genere di cose. Ci sono una miriade di dettagli che dobbiamo studiare con Varsavia”, ha ricordato Mattis. Attualmente, le truppe statunitensi vengono stanziate temporaneamente in Polonia, per via degli alti costi che comporta lo stazionamento permanente, tra cui quello degli alloggi per le famiglie dei militari, delle scuole e degli ospedali. Per la realizzazione del “Fort Trump”, Varsavia si è resa disponibile a contribuire al progetto con 2 miliardi di dollari.

La scelta di chiedere a Washington l’istituzione di una base militare permanente rispecchia la strategia dell’attuale Governo polacco che, essendosi scontrato con l’Unione Europea su molteplici questioni, come confermano i recenti scontri tra Bruxelles e Varsavia sulle riforme della magistratura, ha privilegiato un forte legame bilaterale con gli Stati Uniti di Trump.

Una delegazione polacca, composta dal ministro degli Esteri, Jacek Czaputowicz, dal vice ministro della Difesa Nazionale Tomasz Szatkowski e da Pawel Soloch, capo dell’ufficio per la Sicurezza Nazionale, si è recata a Bruxelles la scorsa settimana per informare la NATO circa i piani di Varsavia per incrementare la presenza di truppe nel Paese. Il Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg ha sollecitato la delegazione a fornire dettagli concreti e a comunicare i propri piani a tutti gli alleati, secondo quanto riportato da un diplomatico della NATO.

Mosca, già nel mese di maggio, aveva espresso delle preoccupazioni in merito alla richiesta della Polonia, specificando che l’espansione della NATO ad est, ed il conseguente avvicinamento dei confini dell’Alleanza Atlantica alla Federazione Russa, hanno minato la stabilità in Europa. La Polonia, insieme alla Repubblica Ceca e l’Ungheria, è entrata a far parte dell’Alleanza nel 1999. Nel 2004 è stata la volta dei Paesi Baltici (che confinano con la Russia), insieme a Bulgaria, Romania, Slovacchia e Slovenia; nel 2009 sono entrate l’Albania e la Croazia e per ultimo, nel 2017, il Montenegro. Inoltre, il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, si è detto pronto ad accogliere la Macedonia come trentesimo membro dell’Alleanza, qualora la sua popolazione approvi, tramite il referendum del 30 settembre, l’accordo con la Grecia. Queste successive ondate con cui si è protratto l’allargamento della NATO ad est hanno allarmato Mosca, specialmente se si tiene conto che alcuni dei Paesi coinvolti erano precedentemente membri dell’ormai estinto Patto di Varsavia, ed altri, come i Paesi Baltici, confinano con la Russia.

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Cristina Lipari

di Redazione

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