Haftar incontra Conte e Moavero a Roma

Pubblicato il 30 ottobre 2018 alle 7:17 in Italia Libia

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Il generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk e comandante dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), è stato in visita ufficiale a Roma, nelle giornate di domenica 28 e lunedì 30 ottobre, per colloquiare con il premier Giuseppe Conte e il ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi.

Secondo quanto riportato da Ansamed, al centro dei colloqui con Haftar c’è stata la conferenza di Palermo sulla Libia il 12 e 13 novembre, alla quale prenderanno parte gli esponenti delle parti libiche e delegazioni dai Paesi del Golfo, dalla Turchia e dall’Unione Europea. In vista di tale conferenza, il 26 ottobre, Conte ha ricevuto il premier del governo di Tripoli, Fayez Serraj, con cui ha discusso della cooperazione economica e in materia di contrasto all’immigrazione irregolare tra Libia e Italia.

Il comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri riferisce che, nel corso del colloquio con Haftar, Conte ha ribadito che la conferenza di Palermo sarà ispirata a due principi fondamentali. Il primo sarà il rispetto dell’assunzione di responsabilità da parte libica, mentre il secondo sarà l’inclusività del processo di democratizzazione, in linea con il percorso tracciato dall’Onu. Da parte sua, Haftar ha confermato la propria partecipazione al summit, assicurando altresì disponibilità ad avere un confronto costruttivo e che rappresenti una promessa reale per un processo di unificazione, in linea con le aspettative del popolo libico.

Haftar e Moavero si erano già incontrati a Bengasi il 10 settembre scorso, in occasione di una visita del ministro italiano nell’Est della Libia. Nell’occasione, i due avevano avuto un colloquio “in un clima di consolidata fiducia”, affrontando temi di interesse comune, come la collaborazione in campo umanitario, il contrasto al terrorismo e ai trafficanti di ogni tipo. Prima di Moavero, nel settembre 2017, Haftar aveva incontrato l’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, e l’ex ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Il primi di settembre 2017, Minniti si era recato a Bengasi, dove ha colloquiato con il generale libico in merito alla situazione del Paese nordafricano alla questione migratoria. Successivamente, alla fine del mese, Haftar era giunto in visita in Italia, la prima ufficiale, dove aveva partecipato ad un meeting con Pinotti, Minniti e il capo dei servizi segreti, Alessandro Pansa.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento della NATO, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile, che ha portato alla formazione di due governi rivali, uno insediato a Tripoli e uno a Tobruk. Il 17 settembre 2015, l’accordo di Skhirat ha dato vita al Governo di Accordo Nazionale (GNA), con a capo Serraj, che avrebbe dovuto unificare il panorama politico libico. Tuttavia, gli altri due governi non l’hanno mai riconosciuto, così che Serraj è riuscito ad insediarsi a Tripoli soltanto il 30 marzo 2016 e, da allora, le autorità libiche continuano ad essere divise in due governi: quello stanziato a Tripoli e guidato da Serraj, appoggiato dall’Onu, e quello di Tobruk, appoggiato da Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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