Carovana di migranti: Trump schiera 5.200 soldati al confine con il Messico

Pubblicato il 30 ottobre 2018 alle 13:28 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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Gli Stati Uniti schiereranno più di 5.200 soldati al confine con il Messico, per impedire alla carovana di migranti proveniente dall’America Centrale l’accesso al territorio nazionale. Il presidente americano, Donald Trump, ha confermato tale consistente dispiegamento di forze il 29 ottobre, nell’imminenza delle elezioni di midterm, che si svolgeranno negli Stati Uniti il 6 novembre, inducendo diversi osservatori a ritenere che il leader della Casa Bianca stia in tal modo consolidando la sua posizione in materia di immigrazione proprio in vista della consultazione elettorale.

“Il presidente ha chiarito che sicurezza delle frontiere è sicurezza nazionale”, ha dichiarato il generale Terrence O’Shaughnessy, capo del Comando Nord degli Stati Uniti, aggiungendo che 800 soldati statunitensi si stanno già dirigendo verso il confine del Texas e altri verso i confini della California e dell’Arizona. Secondo quanto riportato dalla CNN, le truppe dovrebbero raggiungere la loro destinazione entro la fine della settimana. O’Shaughnessy ha confermato che saranno schierati complessivamente molti più soldati rispetto alle stime condivise, la scorsa settimana, da alcuni funzionari statunitensi, e ha comunicato che alcuni di quei soldati saranno armati. Alcuni funzionari americani, invece, hanno affermato che le truppe non sorveglieranno il confine, ma svolgeranno un ruolo di supporto, comprendente la costruzione di tende e barricate.

“Riempiremo l’area di tende”, ha confermato Trump, spiegando che gli Stati Uniti non spenderanno centinaia di milioni di dollari per costruire strutture costose. Il presidente americano, inoltre, ha affermato che i soldati aspetteranno l’arrivo della carovana e che, a suo avviso, detenere i richiedenti asilo mentre i loro casi vengono esaminati potrebbe scoraggiare altri dal seguirne l’esempio. “Per favore, tornate indietro, non sarete ammessi negli Stati Uniti, a meno che non vi sottoponiate al processo legale. Questa è un’invasione del nostro Paese e il nostro esercito vi sta aspettando!”, ha dichiarato Trump rivolgendosi direttamente alla carovana di migranti in marcia in cui, secondo il leader della Casa Bianca, “si confondono molte persone cattive”.

La carovana di migranti si è costituita la scorsa settimana a San Pedro Sula, una città situata nella parte settentrionale dell’Honduras, nota per gli alti tassi di violenza. Originariamente contava circa 200 persone ed era pertanto simile, in termini di dimensioni, ai precedenti gruppi di migranti diretti verso il confine con gli Stati Uniti. Progressivamente, tuttavia, il gruppo è diventato più consistente, complice il passaparola che ha accresciuto la mobilitazione. Come riporta il New York Times, nel momento in cui la carovana ha attraversato il confine con il Guatemala, i migranti che la componevano erano più di 1.000. Ad essi si sono uniti in questa settimana altri individui, ma la carovana si è in seguito scomposta in gruppi più piccoli che avanzano a velocità diversa. Sebbene alcuni dei migranti in marcia dichiarino di avere intenzione di fermarsi in Messico, la maggior parte di loro vuole invece raggiungere gli Stati Uniti, dove sperano di trovare un’occupazione, salari più elevati e servizi pubblici migliori di quelli che hanno lasciato nei loro Paesi. Alcuni, infine, intendono richiedere l’asilo politico in Messico o negli Stati Uniti.

Secondo quanto riportato dalla CNN, i migranti, che si trovano a circa 900 miglia dal confine, lo raggiungeranno in poche settimane. Kevin McAleenan, il commissario degli Stati Uniti per le dogane e la protezione di frontiera, ha riferito che un gruppo di circa 3.500 immigrati sta viaggiando attraverso il Messico meridionale con l’intento di raggiungere il confine con gli Stati Uniti, mentre una seconda carovana di circa 3.000 persone si trova al confine tra Guatemala e Messico.  “Stiamo già affrontando una crisi delle frontiere e una crisi umanitaria al confine sudoccidentale”, ha affermato McAleenan, aggiungendo che il messaggio degli Stati Uniti agli organizzatori e ai partecipanti alla carovana è semplice: non sarà consentito a un grande gruppo di entrare negli Stati Uniti in modo pericoloso.

2.100 unità della Guardia Nazionale americana, che in passato ha generalmente svolto le operazioni che Trump sta adesso attribuendo all’esercito, sono già schierate al confine, come disposto dal presidente americano ad aprile. Adesso, secondo quanto riportato dalla CNN, in aggiunta ai 5.200 soldati, il Pentagono invierà unità mediche, posti di comando, unità di polizia militare e capacità di trasporto aereo strategico, tra cui 4 aerei da trasporto di grandi dimensioni ed elicotteri dotati di sensori per operare di notte.

Non mancano quanti hanno visto in tale decisione un’occasione per Trump, che, già nel 2016, aveva fatto del contrasto all’immigrazione irregolare uno dei temi principali della sua campagna elettorale, un modo per consolidare la propria posizione in materia e, di conseguenza, il consenso al Partito repubblicano. Come sottolinea Reuters, se i Repubblicani perdessero il controllo della Camera dei Rappresentanti o del Senato, potrebbe diventare molto più difficile per Trump perseguire il suo programma politico nei restanti due anni di mandato.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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