Yemen: arrivati 60 milioni di dollari di petrolio saudita

Pubblicato il 29 ottobre 2018 alle 12:34 in Arabia Saudita Yemen

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Una petroliera saudita è arrivata lunedì 29 ottobre al porto di Aden, nello Yemen, portando il primo lotto di derivati petroliferi dell’Arabia Saudita per un valore di 60 milioni di dollari.

Tale provvedimento fa parte di un programma per lo sviluppo e la ricostruzione dello Yemen il quale include l’invio di derivati petroliferi sauditi per il valore di $ 60 milioni al mese, il cui scopo è aiutare a gestire le centrali elettriche in tutte le province yemenite liberate. L’Arabia Saudita ha iniziato a distribuire 62.000 tonnellate di gasolio e 25.000 tonnellate di carburante gasolio a 10 governatorati per operare 64 centrali elettriche 24 ore su 24, sotto la supervisione del governo yemenita, a vantaggio di oltre 8,5 milioni di cittadini.

Commentando l’evento, l’ambasciatore saudita in Yemen e il supervisore del programma saudita per lo sviluppo e la ricostruzione dello Yemen, Mohammed al-Jabir, hanno dichiarato: “Oggi celebriamo l’arrivo della prima nave cisterna con derivati del petrolio grazie alla concessione del Custode delle Due Moschee Sacre, il re Salman bin Abdulaziz Al Saud. Lo sviluppo dello Yemen non aspetterà l’approvazione delle milizie Houthi per accettare soluzioni politiche, abbiamo iniziato lo sviluppo e la ricostruzione, come priorità di rilievo e sviluppo per tutti gli yemeniti “.

La guerra civile in Yemen, iniziata il 19 marzo 2015, è entrata ormai nel suo terzo anno. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’esistenza di gruppi secessionisti e dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. L’Arabia Saudita ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento di armi ai ribelli yemeniti, nonostante, da parte sua, Teheran abbia più volte respinto tali accuse. Sia la coalizione araba sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

Circa 10.000 persone sono state uccise nel corso del conflitto in corso nello Yemen, tra cui 2.200 bambini, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”.

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Alice Bellante

di Redazione

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