Libia: attacco dell’ISIS nel deserto ad al-Foqha

Pubblicato il 29 ottobre 2018 alle 15:37 in Africa Libia

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Almeno 4 persone sono morte, mentre altre 7 sono state rapite in un attacco dell’ISIS presso al-Foqha, città-oasi della Libia centrale, domenica 28 ottobre. L’assalto è durato alcune ore, durante i quali i militanti hanno dato fuoco agli uffici governativi e della sicurezza locali, secondo quanto riportato da fonti militari. Il quotidiano libico Libya Observer riferisce che gli aggressori si sono ritirati a bordo di 25 veicoli corazzati. Ad avviso di Ismail al-Sharif, giurista della Casa dei rappresentanti di Tobruk, l’azione è stata una vendetta dell’ISIS perché alcuni abitanti di al-Foqha hanno aiutato le forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) a dare la caccia ai terroristi nel corso di questo mese.

Al-Foqha è posizionata un’area poco sicura nel deserto libico, dove i militanti dello Stato islamico si sono rifugiati dopo aver perso la loro roccaforte a Sirte, nel dicembre 2016. Il 25 ottobre, il generale Khalifa Haftar, comandante della LNA e uomo forte del governo di Tobruk, ha lanciato una nuova operazione militare, denominata Murzuq Basin, nel Sud della Libia, per eliminare i gruppi terroristici e criminali che hanno saccheggiato e distrutto parte del Paese. La missione riguarda le aree militari di Sebha, Brak Al-Shari, Ubari, Ghat, Murzuq e Kufra.

La presenza in Libia di forze appartenenti allo Stato Islamico è stata ripetutamente confermata nel corso degli ultimi due anni. Già nel dicembre del 2017, il coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, Gilles de Kerchove, aveva dichiarato che, nonostante l’ISIS fosse stato sconfitto a livello territoriale in Siria e in Iraq, sarebbe potuto rinascere in Paesi caratterizzati da “governi deboli”, come la Libia.

Già due mesi prima, l’ufficio del Procuratore Generale libico, Sadiq Al-Sour, aveva riferito che centinaia di militanti dello Stato Islamico si erano riorganizzati in un “esercito del deserto” vicino a Sirte, dopo la liberazione della città, avvenuta il 5 dicembre 2015. La notizia è poi stata confermata, il 3 dicembre del 2017, dal capo dell’Activation Committe of Security Services di Sirte, Zarouk Asuiti, il quale aveva annunciato che l’ISIS si stava riunendo nel Sud della città.

Successivamente, l’8 gennaio scorso, l’Activation Committee of Security Services di Sirte ha annunciato la presenza di alcune cellule dei terroristi dello Stato Islamico nelle zone occidentale e meridionale di Tripoli e le Special Deterrence Forces (RADA) hanno arrestato due militanti dell’ISIS, che avevano tentato di far esplodere alcune bombe nei pressi di un grande mercato molto frequentato, situato nel quartiere di Driba, nella capitale libica. All’inizio di aprile, il governo di Tripoli ha annunciato il lancio di una nuova operazione militare, chiamata Nation’s Storm, con l’obiettivo di combattere i militanti dell’ISIS nel Paese.

Oltre ad attaccare le forze di sicurezza ed i civili, i militanti dell’ISIS compiono spesso attacchi contro i pozzi petroliferi. L’ultimo è avvenuto il 10 settembre, quando tre attentatori hanno fatto irruzione negli uffici della National Oil Corporation (NOC), la compagnia petrolifera nazionale libica, armati di fucili automatici, granate ed altri esplosivi, facendosi esplodere. 2 dipendenti hanno perso la vita. Il presidente della NOC, Mustafa Sanallah, ha riferito alla televisione libica che la sede è stata gravemente danneggiata per via delle esplosioni. “Gli uomini armati hanno attaccato i piani inferiori con colpi di arma da fuoco a raffica ed esplosioni. È stato un attacco molto violento”, ha specificato Sanallah.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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